Europa, coils a caldo: prezzi in rialzo, le acciaierie puntano a livelli più alti come previsto

giovedì, 16 ottobre 2025 16:17:07 (GMT+3)   |   Istanbul

I prezzi dei coils laminati a caldo (HRC) in Europa si sono rafforzati questa settimana, dopo che il principale produttore europeo ArcelorMittal ha annunciato nuovi aumenti per le consegne di dicembre e gennaio. In particolare, ArcelorMittal ha alzato le proprie offerte di almeno 30 €/t, portandole a 630 €/t per dicembre e 650 €/t per gennaio, franco produttore o resa. Tuttavia, secondo gli operatori di mercato, tali livelli rispecchiano i prezzi annunciati dal produttore lo scorso mese ma non ancora applicati.

Anche altri produttori europei hanno avanzato offerte più alte, ma la resistenza dei clienti resta significativa e l’attività spot limitata. «Sarà difficile ottenere aumenti di prezzo rilevanti a dicembre», ha commentato un trader, sottolineando che gli acquirenti risultano già ben coperti per il quarto trimestre, sia con materiale domestico sia importato.

Nel Nord Europa, le acciaierie locali puntano a prezzi di 610–630 €/t franco produttore per i nuovi ordini con consegna a dicembre, in aumento di 10–20 €/t su base settimanale, mentre alcune mirano anche a 640 €/t franco produttore per consegne a gennaio. I livelli negoziabili sono stati stimati a 580–590 €/t franco produttore, in rialzo di 10 €/t rispetto alla settimana precedente.

Nel frattempo, in Italia, le offerte indicative dei produttori si collocano a 590–610 €/t franco produttore per consegne a dicembre, contro 570–580 €/t franco produttore per novembre e inizio dicembre della scorsa settimana. I livelli negoziabili si attestano a 560–580 €/t franco produttore, con un incremento di 20–30 €/t rispetto ai valori precedenti.

Secondo alcune fonti, sebbene il sentiment di breve periodo rimanga debole, si prevede un nuovo rialzo dei prezzi all’inizio del 2026, complice anche la minore disponibilità di materiale importato. Tuttavia, il livello di 650 €/t franco produttore è considerato da molti «troppo ambizioso» nelle condizioni attuali.

«Al momento la maggior parte dei trader si muove con cautela, cercando di mantenere le offerte più alte ma consapevoli che i volumi per dicembre sono già coperti e che l’offerta resta limitata», ha spiegato un operatore di mercato a SteelOrbis, aggiungendo: «Le acciaierie continueranno a ricevere ordini per quest’anno ai prezzi attuali, puntando però ad aumenti all’inizio del prossimo anno».

Sul fronte import, il mercato europeo degli HRC rimane estremamente debole: gli acquirenti continuano a rinviare gli ordini a causa delle incertezze legate alla CBAM e alle misure di salvaguardia UE. Con tempi di consegna che si estendono fino a dicembre, la maggior parte degli operatori non ha motivi per impegnarsi su nuovi carichi. Le offerte indicative per gli HRC d’importazione si attestano attualmente tra 505 e 530 €/t CFR, con una riduzione di 5 €/t sul limite inferiore rispetto alla settimana precedente.
Tuttavia, si segnalano offerte più alte per gli HRC di provenienza asiatica, in particolare dalla Thailandia, che si collocano attorno ai 570 €/t CFR per l’Europa meridionale, comprensive dei costi connessi al meccanismo CBAM.

Si parla inoltre di una possibile vendita di circa 10.000 tonnellate di HRC provenienti dall’India, chiusa a 590 €/t CFR Spagna, o intorno a 505 €/t CFR per consegne a dicembre, secondo quanto trapelato questa settimana.

Le offerte per HRC provenienti dalla Turchia si collocano a 520–540 €/t CFR dazio incluso per consegna a dicembre, ma secondo le fonti la quota d’import è già quasi del tutto esaurita, il che significa che non tutti i carichi potranno beneficiare dell’esenzione daziaria.


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