Domanda fiacca dai mercati dei prodotti finiti da una parte. Crisi finanziaria globale a deprimere il mercato statunitense dei
semilavorati dall’altra. Oltre a un sentire generalizzato nel mercato delle
bramme che non cambia da molti mesi, ormai: lentezza e calma piatta. Gli acquirenti hanno adeguato i livelli dei magazzini a quelli, deboli, delle richieste e non sentono la necessità di effettuare nuovi ordini e vogliono altresì evitare di tenere in carico i costi delle rimanenze anche nel 2009: una bella sfida. Dicembre è un mese “corto” (le vacanze!) e con livelli elevati di scorte in periodo di crisi finanziaria, le fonti di mercato si aspettano che la domanda di
bramme resti limitata anche nei prossimi due mesi, così come l’attività di acquisto, che non si riprenderà prima di febbraio. I prezzi delle
bramme per il mercato dell’import si attestano sui 400 $/t circa FOB
Russia e
India. I fornitori stanno cercando di mantenere i prezzi attuali, che potrebbero tuttavia scendere ancora se gli acquirenti iniziassero a negoziare seriamente sui loro ordini futuri. Le statistiche di ottobre mostrano che l’ammontare di
bramme importate negli USA è aumentato a raggiungere le 402.870 tonnellate di ottobre dalle 277.547 di settembre. I più ingenti quantitativi sono stati acquistati da
Messico (165.874 ton), Ucraina (69.976 ton),
Brasile (55.243 ton),
Canada (49.006 ton) e
Russia (40.446 ton). Altri quantitativi minori sono giunti da
Giappone e
Germania. Ci si attende che i dati sopra citati mostrino diminuzioni significative nei mesi di novembre e dicembre. Per quanto riguarda le
billette, i prezzi internazionali sono aumentati nella prima metà di novembre, principalmente a causa dell’interesse da parte delle aziende turche di produzione
tondo e laminati mercantili e della temporanea accettazione di prezzi più alti per i prodotti finiti. In ogni caso, nella seconda metà del mese scorso la domanda da parte dei mercati internazionali di prodotti finiti si è indebolita e i prezzi dei lunghi hanno iniziato a scendere ancora, seguiti da quelli delle
billette e dalle
bramme. SteelOrbis ha appreso che le offerte di
billette dai porti
CIS si attestano sui 320-350 $/t FOB per spedizioni di dicembre/gennaio, segnando un aumento di circa 60 $/t rispetto al report del 28 ottobre. Due settimane fa, le aziende turche offrivano
billette per l’export a 410-420 $/t FOB
Turchia, riflettendo un incremento di 40 $/t rispetto a un mese fa. I produttori turchi di
billette hanno tentato di spingere i prezzi sopra a tale livello, ma la fiacchezza nei mercati di prodotti finiti li ha fatti desistere dall’intento. Il totale di
billette di carbonio esportate in settembre è stato di 42.123 tonnellate,
vale a dire 25.488 tonnellate in più rispetto alle 16.635 di agosto. Le principali destinazioni sono state
Italia, 15.237 ton, Repubblica Dominicana, 9.850 ton,
Honduras, 7.720 ton ed
Ecuador, 4.966 ton. Altri paesi che pure hanno ricevuto
billette di provenienza statunitense sono
Canada,
Messico e
Venezuela. Le
billette importate dagli USA in ottobre sono state 39.619 tonnellate, in diminuzione di 5.061 tonnellate rispetto ai dati di settembre. I dati diffusi da Steel Import Monitoring and Analysis (SIMA) hanno rilevato che le principali fonti di importazione in ottobre sono state
Messico, 20.678 ton,
Canada, 12.927 ton e
Brasile, 5.280 ton.
Giappone e Corea hanno pure esportato
billette verso gli USA.