Gli esportatori russi di billetta sono riusciti a spuntare lievi aumenti di prezzo nelle vendite verso la Turchia e sperano in ulteriori rialzi; tuttavia, nel complesso, la situazione per i principali produttori russi non mostra miglioramenti significativi. L’attività commerciale verso altre destinazioni resta pressoché nulla e i margini sono sotto pressione a causa del recente rafforzamento del rublo rispetto al dollaro americano.
Questa settimana sono state concluse diverse transazioni per spedizioni di fine ottobre-novembre per un totale di oltre 50.000 tonnellate, a un prezzo compreso tra 455-460 $/t CFR Turchia. Tali valori corrispondono a circa 435-437 $/t FOB Mar Nero, a seconda dei volumi. Il limite superiore del range si riferisce a lotti di piccole dimensioni (circa 2.000-3.000 tonnellate), mentre quello inferiore riguarda quantità maggiori. In questa tornata di vendite sono state collocate sia billette di origine russa sia billette provenienti dal Donbass, prodotte in impianti ucraini attualmente sotto controllo russo.
Le nuove offerte si collocano prevalentemente intorno a 465 $/t CFR, equivalenti a circa 445 $/t FOB Mar Nero, ma le offerte d’acquisto per spedizioni di novembre restano perlopiù a 460 $/t CFR.
«I turchi continuano a chiedere prezzi intorno a 460-465 $/t CFR, ma sono interessati a spedizioni rapide, con arrivo in Turchia entro novembre. Tuttavia, non potendo prevedere le condizioni meteorologiche nel Mar Nero, non siamo in grado di garantire tali date di consegna», ha dichiarato un venditore russo.
Il prezzo di riferimento di SteelOrbis per la billetta di origine russa si è assestato a 435-445 $/t FOB, con un valore medio di 440 $/t FOB Mar Nero, in aumento medio di 2,5 $/t rispetto alla settimana scorsa e di 7,5 $/t rispetto a due settimane fa, quando era stata registrata l’ultima tornata di vendite.
Nonostante il leggero rialzo dei prezzi export, i fornitori russi risentono dell’apprezzamento del rublo. Questa settimana il tasso di cambio ha raggiunto 78,8 RUB per dollaro, contro 81-84 RUB registrati a settembre; un livello inferiore a 79 RUB/USD non si vedeva dalla fine di luglio.
I margini ridotti sulle esportazioni e la vivace attività del mercato turco hanno praticamente escluso la Russia da altri sbocchi commerciali, come l’Egitto. Il principale produttore egiziano ha infatti fissato i propri prezzi equivalenti a circa 565 $/t, in un mercato già orientato al ribasso. Anche considerando il calo di 10 $/t rispetto alla settimana precedente e il dazio di salvaguardia in vigore, gli acquirenti egiziani avanzano richieste d’import a prezzi molto più bassi.
Sulla base di semplici calcoli, considerando il prezzo locale meno il dazio minimo attualmente applicato sulle billette importate (pari a 96,8 $/t), il prezzo importabile dovrebbe risultare inferiore a 468 $/t CFR. È importante ricordare che gli acquirenti egiziani richiedono billette di qualità per vergella, che comportano un sovrapprezzo di almeno 10 $/t. Inoltre, il costo del nolo dal Mar Nero all’Egitto risulta più elevato rispetto a quello per la Turchia. Per tali motivi, secondo le fonti di mercato, gli attuali prezzi bassi praticabili in Egitto sono sostenibili soltanto per i fornitori cinesi.