In un momento storico particolarmente complesso per l’industria siderurgica europea, la Federazione Europea del Commercio e Distribuzione di Acciaio, Tubi e Metalli (EUROMETAL) ha celebrato il suo 75° anniversario con una conferenza di alto profilo svoltasi a Lussemburgo. L’evento, articolato su due giornate, ha riunito oltre 170 figure di spicco del settore per delineare le prospettive future alla luce delle politiche climatiche, dei cambiamenti negli equilibri commerciali e della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
Tra i temi centrali affrontati durante l’incontro: il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), lo sviluppo dei mercati dell’acciaio verde, la difesa commerciale e i quadri regolatori europei, oltre all’evoluzione del ruolo della distribuzione di acciaio nel contesto industriale in transizione.
Aprendo i lavori, il presidente di EUROMETAL Alexander Julius ha sottolineato la necessità urgente di un allineamento tra tutti gli attori della filiera e di una rappresentanza più incisiva presso le istituzioni europee, specialmente nell’attuale fase critica segnata dall’introduzione del CBAM – la cui entrata in vigore è prevista per gennaio 2026 – e dal ridisegno dei flussi commerciali regionali. «Il futuro dell’acciaio europeo dipende non solo dall’innovazione e dagli investimenti, ma dalla collaborazione», ha dichiarato Julius.
Tra gli interventi più attesi, quelli di Henrik Adam (Tata Steel Europe), Antonio Marcegaglia (Marcegaglia Steel), Guido Kerkhoff (Klöckner & Co), Edwin Basson (Worldsteel), Axel Eggert (EUROFER), Anthony de Carvalho (OCSE) e Julian Verden (STEMCOR), che hanno offerto una panoramica articolata sulle opportunità e criticità legate alla produzione di acciaio verde. I relatori hanno evidenziato la necessità di politiche chiare ed eque a sostegno della competitività industriale europea e la crescente importanza di modelli distributivi flessibili e specializzati, in grado di rispondere alla crescente domanda di dati verificati sulle emissioni e soluzioni di lavorazione su misura.
Diversi esperti hanno inoltre sottolineato il ruolo strategico dei distributori nel promuovere la domanda di acciaio a basse emissioni, anche attraverso l’integrazione dei Product Carbon Footprints nei processi di approvvigionamento e nella comunicazione con i clienti.