Duferco Sviluppo presenta il progetto di un impianto peaker nello stabilimento di Nave

venerdì, 01 febbraio 2019 17:12:15 (GMT+3)   |   Brescia

Duferco Sviluppo, società del gruppo internazionle Duferco, ha illustrato oggi in una conferenza stampa il suo progetto di costruzione di un impianto peaker alimentato a gar naturale nel sito siderurgico di via Bologna a Nave (Brescia), per il bilanciamento della rete elettrica. L'investimento ha un valore di circa 60 milioni di euro e si inserisce nell'ambito di un più ampio progetto di sviluppo e di riconversione industriale. 

L'impianto, ha spiegato il presidente di Duferco, Antonio Gozzi, non opererà sul mercato libero dell'energia, ma sul nascente mercto della capacità, con l'obiettivo di contribuire a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica, scongiurando il pericolo blackout della rete nazionale e favorendo la crescita delle energie rinnovabili.  

"Tali tipi di impianto sono esplicitamente previsti dalla SEN (Strategia Energetica Nazionale) e dalla recente delibera 'Energia-Clima' dell'attuale governo nazionale, laddove - ha spiegato Gozzi - per far fronte alla sempre più spinta variabilità del sistema elettrico nazionale, dovuta alla crescente presenza delle FER (fonti energie rinnovabili), si prevedono questi impianti come i più idonei e i meno impattanti per il necessario bilanciamento della rete elettrica. Non si tratta quindi di impianti commerciali, perché il privato investitore non ne ha la disponibilità produttiva, ma di impianti di servizio direttamente gestiti da Terna e chiamati per un basso numero di ore l'anno (non più di 800 ore) esclusivamente in momenti di emergenza della rete".

Quella di Duferco è una strategia di sviluppo a lungo termine del sito industriale, da metà 2017 in capo all'azienda che si è fatta carico di circa 140 addetti. Il sito di Nave è stato scelto sia perché la provincia di Brescia è tra le aree più critiche dal punto di vista della regolazione, sia per le caratteristiche tecniche esistenti: è già dotato delle infrastrutture idonee alla realizzazione dell'investimento (metanodotto, rete alta tensione, rete idrica autonoma). "Risulta quindi nullo l'impatto in termini di consumo del suolo e molto limitato l'impatto delle opere accessorie", ha aggiunto Gozzi. 

Il peaker sarà basato sull'uso di turbine a gas aeroderivate operanti in ciclo aperto, ovvero senza ciclo sottoposto a vapore. 

Le emissioni dell'impianto peaker in via di autorizzazione sarebbero, infine, solamente il 3,5% di quelle già autorizzate per lo stabilimento Duferco Sviluppo di Nave. Il sito, inoltre, emetterà 130 tonnellate in meno all'anno di ossidi di azoto (NOx) rispetto a quanto già autorizzato, poiché il treno di laminazione vergella è fermo e al momento non ne è prevista la riattivazione.  
I due camini dell'impianto avranno un'altezza di 25 metri, di poco superiore ai capannoni già esistenti, al fine di rendere minima la dispersione di emissioni nell'area circostante. La significatività dell'impatto dell'impianto, spiega Duferco, è bassa sull'atmosfera e trascurabile sulla salute pubblica.  
 
L'iter progettuale e autorizzativo dell'impianto peaker dovrebbe terminare entro giugno 2020.

Duferco Sviluppo a giugno 2017 si aggiudicò in via definitiva il sito siderurgico dell'ex Stefana di via Bologna, a Nave (BS). Nello stabilimento è in funzione il treno di laminazione travi (un turno al giorno).    


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