Secondo quanto riporta Assofermet nella sua consueta nota mensile diffusa il 10 luglio 2026, l’avvio della nuova salvaguardia europea ha generato forte disorientamento tra gli operatori, soprattutto per il drastico taglio delle quote, le nuove regole sui contingenti «Altri Paesi» e la comunicazione definitiva arrivata a ridosso dell’entrata in vigore del provvedimento.
Piani al carbonio: disponibilità più ridotta e rincari attesi
Nel comparto dei piani al carbonio cresce la preoccupazione per la disponibilità delle qualità e dei quantitativi necessari alla manifattura europea. Secondo le prime stime degli operatori, le quote realmente utilizzabili potrebbero ridursi del 60-70%, considerando il rischio del dazio del 50%, la presenza di misure antidumping e l’assegnazione di contingenti a paesi che tradizionalmente esportano poco acciaio verso l’UE.
Assofermet teme che il nuovo assetto possa tradursi in un aumento dei costi per l’industria europea, senza un corrispondente rafforzamento della domanda, rimasta debole anche a giugno. Dopo una temporanea sospensione delle vendite nei primi giorni di luglio, i produttori nazionali sono tornati sul mercato con aumenti generalizzati. L’associazione si attende quindi un rialzo graduale ma prolungato delle quotazioni.
Piani inox: domanda ancora in rallentamento
Anche nel comparto dei piani inossidabili la domanda ha mostrato un’ulteriore frenata a giugno, senza segnali di ripresa nel breve periodo. Il calo dei consumi viene collegato anche alla progressiva delocalizzazione delle produzioni al di fuori dell’UE. Secondo Assofermet, le misure di difesa commerciale limitano infatti l’ingresso di coils e lamiere, mentre prodotti finiti e componenti realizzati nei paesi terzi continuano ad accedere più facilmente al mercato europeo.
Magazzini dal pronto: giugno in arretramento
Dopo il miglioramento registrato a maggio, giugno ha evidenziato una nuova contrazione del venduto, sia in quantità sia in valore. Il mercato continua a essere caratterizzato da domanda debole, scorte elevate e scambi limitati. I prodotti lunghi risultano in calo sia su base annua sia mensile, penalizzati dalla debolezza dell’automotive, del manifatturiero pesante e dall’assenza di nuovi cantieri rilevanti.
Per i prodotti piani il quadro è più contrastante: rispetto a giugno 2025 si registra un miglioramento, mentre nel confronto con maggio i volumi risultano in calo. Alcuni acquisti sono stati anticipati prima del 1° luglio, nell’attesa che la nuova salvaguardia sostenesse i prezzi.
Nei prodotti cavi cresce il venduto dei laminati a caldo, mentre i formati a freddo risentono della contrazione degli ordini provenienti dal manifatturiero leggero e dalle lavorazioni conto terzi.
Inox: soffrono tubolari e lunghi, recuperano i piani
Nel segmento inox, tubolari e prodotti lunghi hanno registrato le flessioni più marcate. In controtendenza i piani inox, sostenuti dalla domanda selettiva dei settori alimentare e chimico-farmaceutico. Le offerte dei produttori europei si stanno consolidando sui livelli più elevati dall’inizio dell’anno, ma la distribuzione continua a incontrare difficoltà nel trasferire gli aumenti ai clienti finali. La marginalità resta quindi compressa e settembre potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per la sostenibilità economica del comparto.
Banda stagnata: mercato diviso sulle prospettive
Nel comparto della banda stagnata, la riduzione delle quote di importazione a circa 400.000 tonnellate, pari a circa il 20% del consumo europeo, sta producendo valutazioni divergenti. Una parte degli operatori ritiene che le scorte e la capacità produttiva disponibile siano sufficienti a evitare problemi di approvvigionamento. Altri prevedono invece una possibile ripresa della domanda e un aumento dei prezzi europei, sostenuto anche dal rincaro delle materie prime, in particolare dello stagno.
Outlook: prezzi sostenuti, ripresa non prima del quarto trimestre
Per luglio e agosto Assofermet prevede scambi ancora deboli, condizionati dal rallentamento stagionale e dalle fermate estive delle acciaierie. La nuova salvaguardia dovrebbe sostenere i prezzi interni, mentre una vera ripresa della domanda potrebbe non arrivare prima del quarto trimestre.
Dal 1° ottobre entrerà inoltre in vigore l’obbligo di documentare il paese di fusione e colata dell’acciaio importato, con ulteriori complessità operative per importatori e distributori. La marginalità della distribuzione resterà quindi sotto pressione, tra possibili rincari degli acquisti e una domanda a valle ancora selettiva.