Secondo quanto riporta Assofermet nella sua consueta nota mensile diffusa il 9 giugno 2026, il mercato siderurgico italiano si trova diviso tra la persistente debolezza della domanda a valle e le imminenti scadenze di politica commerciale che potrebbero stravolgere l’andamento dei prezzi nei mesi estivi.
Acciai piani: centri di servizio con portafogli scarichi, ma si attende la svolta estiva
Nel comparto dei piani al carbonio, il mercato a valle continua a evidenziare una debolezza strutturale, con poche eccezioni legate ai settori navale, difesa, energia – in particolare rinnovabili – e ad alcune nicchie industriali. Nelle ultime settimane, le acciaierie europee hanno registrato un lieve arretramento dei listini, che i centri di servizio hanno rapidamente recepito e amplificato nel tentativo di acquisire nuovi ordini e rafforzare portafogli ancora insufficienti.
Secondo Assofermet, questa dinamica ribassista appare però poco coerente con il quadro normativo europeo alle porte. L’imminente entrata in vigore della nuova Salvaguardia UE dal 1° luglio – caratterizzata da un irrigidimento dei contingenti e dal raddoppio dei dazi extra-quota – unita ai vincoli del CBAM e alle misure antidumping, ridurrà infatti drasticamente le opzioni di acquisto da Paesi extra-UE.
Queste limitazioni, pur non intervenendo direttamente sui consumi, rafforzeranno il potere negoziale dei produttori siderurgici comunitari. Per questo è ragionevole prevedere che nei mesi estivi l’assottigliamento delle scorte e la necessità di nuovi approvvigionamenti favoriscano un’inversione di tendenza, riportando le quotazioni su livelli decisamente superiori.
Inox: crollano i volumi di vendita a maggio
Per i centri di servizio specializzati in acciai inox, lo scenario è opposto: il mese di maggio ha evidenziato un sensibile rallentamento della domanda reale, con volumi in calo del 15-20% rispetto ai mesi precedenti.
Esauriti i fattori straordinari che avevano sostenuto artificialmente i prezzi nel primo quadrimestre, sono emerse le fragilità strutturali del settore. La redditività delle imprese di distribuzione e trasformazione è oggi fortemente sotto pressione, schiacciata tra costi aziendali difficili da gestire, domanda stagnante e un’elevata pressione competitiva. Al momento, l’associazione non intravede elementi concreti di recupero per i prossimi mesi: «Il mercato rimane quindi caratterizzato da un’elevata incertezza, da una visibilità limitata sugli ordinativi futuri e da una generale prudenza lungo tutta la filiera».
Magazzini dal pronto: primo segnale positivo da inizio anno
I magazzini dal pronto, invece, a maggio 2026 hanno registrato il primo aumento del venduto (sia in valore che in volumi) rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta del primo risultato favorevole dall’inizio dell’anno, anche se va interpretato con prudenza poiché risente di un effetto base rispetto a un maggio 2025 particolarmente complesso. A livello internazionale, l’accordo commerciale provvisorio tra Unione europea e Stati Uniti del 20 maggio 2026 (con un tetto al 15% sui dazi per molte merci europee) ha ridotto l’incertezza di breve termine, anche se resta irrisolto il nodo del dazio americano al 50% su acciaio e alluminio.
Per prodotto, Assofermet segnala un contesto positivo per lunghi, piani e cavi, soprattutto grazie alla ripresa delle attività edilizie e agli ordini dal comparto energetico e industriale. In netta controtendenza, il comparto inox resta in forte difficoltà. Tubi, lunghi e piani in acciaio inox registrano flessioni significative sia nei volumi che nei valori, risentendo di una debolezza strutturale che non mostra segnali di inversione.
Banda stagnata: prezzi e domanda in ripresa
Nel segmento della banda stagnata, la domanda è supportata dal settore alimentare in vista del picco stagionale delle conserve. Il progressivo riequilibrio del mercato e il destoccaggio della filiera stanno spingendo le quotazioni al rialzo. Il trend è ulteriormente supportato da una contrazione dell’offerta, causata dai ritardi nelle consegne di alcune acciaierie europee e dalle crescenti difficoltà logistiche sui materiali d’importazione. Le aspettative per le prossime settimane rimangono quindi orientate a una moderata positività.
Previsioni
In conclusione, il moderato recupero osservato a maggio apre uno spiraglio per la filiera, ma Assofermet avverte che non si può ancora parlare di un cambio di passo strutturale per il mercato. La domanda finale resta infatti frammentata e discontinua, costringendo carpenterie, trasformatori e distributori a mantenere le scorte al minimo e a gestire gli approvvigionamenti con estrema cautela. Anche la marginalità dei distributori rimarrà sotto pressione, schiacciata tra costi di acquisto elevati e consumi instabili.
Nel breve termine, la tenuta del comparto dipenderà interamente da fattori di natura politica e commerciale. L’attenzione degli operatori è focalizzata sull’effettivo impatto sui prezzi interni della nuova Salvaguardia UE dal 1° luglio e sull’evoluzione dei negoziati tra Bruxelles e Washington per una possibile revisione, entro la fine dell’anno, dei dazi doganali statunitensi al 50% su acciaio e alluminio.