USA: prezzi degli OCTG sotto la pressione del materiale import

venerdì, 27 aprile 2012 11:22:58 (GMT+3)   |  

Dopo un mese - quello di marzo - caratterizzato da forti attività di importazione, il mercato statunitense dei tubi casing OCTG continua ad essere messo alle strette dagli ordini import. Sebbene i trader riferiscano a SteelOrbis che la maggior parte dei casing OCTG ERW J55 d'importazione sia destinata a clienti specifici, una parte del materiale import risulta invenduta. Questi prodotti sono attualmente offerti a 1.124-1.146 $/ton franco banchina. Nel frattempo, le quotazioni spot risultano invariate rispetto alla scorsa settimana, ovvero a quota 1.455-1.477 $/ton franco partenza Midwest; ciononostante, si riporta ampiamente di sconti.

Per quanto riguarda le attuali offerte import, esse risultano stabili rispetto alla scorsa settimana, ma molti compratori prevedono un calo dei prezzi e godono già di scorte sufficienti. Per questi motivi, essi non hanno fretta di effettuare ordini. Le offerte di casing OCTG ERW J55 provenienti da Corea, India e Taiwan si attestano a 1.047-1.069 $/ton DDP porti del Golfo USA, mentre i prodotti in arrivo da Turchia, Vietnam, Malesia e Filippine costano circa 11 $/ton in meno.

Articolo precedente

Vietnam, acciaio: vendite in forte crescita per Hoa Phat nei primi nove mesi del 2026

Francia: Vallourec firma un contratto con TotalEnergies per la fornitura di tubi in Azerbaigian

CEE: estesi per cinque anni i dazi antidumping sugli OCTG senza saldatura provenienti dalla Cina

Francia, acciaio: valore dell'export in aumento nel periodo gennaio-agosto 2026, cala l'import

EUROFER: produzione europea di tubi in aumento nel 2026

UE: quote import esaurite nei primi giorni del quarto trimestre

Russia: Severstal acquisisce un nuovo centro siderurgico per espandere la produzione di tubi

Arabia Saudita, tubi: Arabian Pipes firma altri due contratti con Saudi Aramco

Stati Uniti, piani: prezzi in aumento all'inizio del quarto trimestre

Stati Uniti, lunghi: prezzi import stabili, le nuove pressioni normative potrebbero ridurre l'offerta asiatica