Questa settimana il mercato turco dei tubolari strutturali ha registrato un moderato arretramento, poiché la debolezza delle vendite, sia sul mercato domestico sia nel segmento export, ha rafforzato la posizione negoziale degli acquirenti. Il calo dei prezzi locali dei coils a caldo (HRC) e del rottame d’importazione ha continuato a esercitare pressioni sul sentiment, mentre i vincoli finanziari e il rallentamento stagionale estivo hanno ulteriormente frenato l’attività di acquisto. Sebbene i produttori di tubi restino riluttanti ad applicare riduzioni marcate, la scarsità di nuovi ordini li ha resi più disponibili alla trattativa, soprattutto in presenza di commesse concrete.
«Le vendite resteranno probabilmente molto limitate per tutta l’estate. Potremmo assistere a un certo miglioramento a settembre, ma, considerate le attuali condizioni del mercato domestico e le nuove restrizioni che penalizzano l’export, anche questa prospettiva resta difficile da prevedere», ha dichiarato a SteelOrbis un produttore turco di tubi.
Sul mercato interno, le offerte per i tubolari strutturali si attestano attualmente a 670-680 $/t franco produttore, rispetto ai 670-690 $/t della scorsa settimana. Secondo le fonti, per acquirenti seri potrebbero essere disponibili anche livelli negoziabili inferiori, intorno a 660-665 $/t franco produttore, a seconda dei volumi ordinati e delle condizioni di pagamento.
Nel segmento export, le offerte turche per i tubolari strutturali sono scese a 660-670 $/t FOB, rispetto ai 670-680 $/t FOB della scorsa settimana. Sebbene la domanda estera resti contenuta, alcuni produttori sono ancora disposti a concedere ulteriori sconti in presenza di acquirenti concreti e ordini di maggiori dimensioni. Il sentiment sull’export è stato inoltre indebolito dal nuovo regime di quote dell’Unione europea, nell’ambito del quale la quota annua specifica per Paese assegnata alla Turchia per i tubolari strutturali è stata fissata a circa 239.399 tonnellate, pari a circa 59.850 tonnellate per trimestre. La quota relativa al periodo in corso è stata esaurita rapidamente, mentre circa 91.700 tonnellate risultano già in attesa di sdoganamento, alimentando le preoccupazioni sulle prospettive delle prossime vendite all’estero.
«Il nuovo sistema di quote renderà più difficili le esportazioni, ma è ancora troppo presto per valutarne pienamente l’impatto. Probabilmente avremo un quadro più chiaro a settembre», ha aggiunto un produttore turco di tubi.