Nell’ultima settimana i prezzi export della ghisa basica (BPI) russa hanno proseguito la loro marcia al rialzo, con i livelli più recenti che trovano riscontro anche nei contratti effettivamente conclusi. Il sentiment di mercato, tuttavia, si fa più cauto: secondo diverse fonti, le quotazioni potrebbero aver raggiunto un’area di massimo, in assenza di un sostegno dal segmento del rottame
Il prezzo di riferimento di SteelOrbis per la BPI proveniente dalla Russia si attesta a 335-345 $/t FOB, in aumento di 5 $/t su base settimanale. Alcune prenotazioni di materiale russo sono state segnalate a 335-340 $/t FOB Mar Nero (360-365 $/t CFR Turchia) in Turchia ed Egitto, portando all’esaurimento dell’allocazione per il mese di marzo delle principali acciaierie. A fornire la spinta principale è stata la domanda turca. Oltre al materiale russo, la Turchia avrebbe acquistato anche piccoli lotti dal Donbass (territorio ucraino occupato) su livelli sostanzialmente allineati ai prezzi praticati dalla Russia anche per volumi più consistenti. Sul mercato è circolata inoltre l’indicazione di un acquisto a 345 $/t FOB Mar Nero, ma gli operatori lo descrivono come un caso isolato. «Il prezzo dell'accordo è di 335 $/t FOB, ma il mercato ha bisogno di tempo per digerire 345 $/t FOB. Se i noli tornassero ai consueti 20 $/t da marzo in poi, sarebbe tutto più semplice», ha riferito una fonte.
Nonostante un quadro complessivamente stabile del rottame in Turchia, alcune acciaierie avrebbero continuato a guardare con interesse alla BPI russa. A fare da driver, secondo fonti locali, sarebbero soprattutto i valori elevati del preridotto bricchettato (HBI): «I prezzi dell'HBI sono alti, quindi chi deve coprirsi ha accettato l’aumento delle offerte di BPI», ha spiegato un operatore turco.
Guardando alle prossime posizioni, le nuove indicazioni dalle principali acciaierie russe si spingono fino a 350 $/t FOB Mar Nero per spedizioni di aprile. Il mercato, però, appare scettico sulla tenuta di questi livelli: la maggior parte degli operatori ritiene che gli acquirenti difficilmente li convalideranno, anche in vista di una possibile intensificazione degli acquisti di rottame nelle prossime settimane.
Sul versante HBI, l’offerta resta corta, soprattutto dopo le vendite di materiale libico in Europa a 370 $/t CFR. Parte dei volumi collocati ai trader nell’ultima asta risulterebbe poi reindirizzata verso Egitto e anche Italia, comprimendo ulteriormente la disponibilità sul mercato spot. In questo contesto, la maggior parte delle proposte di HBI di origine asiatica in Turchia si posiziona su livelli più elevati: tra i segnali più recenti, un’offerta per 50.000 tonnellate dalla Malesia a poco meno di 380 $/t CFR.
Infine, al di fuori della Russia, le offerte di ghisa di provenienza indonesiana risultano sensibilmente più care, nell’ordine di 380-385 $/t FOB. Secondo fonti di mercato, la forza della domanda interna indiana renderebbe inoltre difficoltoso vedere export competitivi dall’area: «Il mercato locale indiano sta andando molto bene, quindi può esportare solo a prezzi ben oltre 400 $/t FOB», ha commentato una fonte.