UE, coils a caldo: prezzi locali in crescita dopo l’annuncio delle nuove quote, priorità alle origini import sicure

venerdì, 10 luglio 2026 13:51:44 (GMT+3)   |   Istanbul

Il mercato europeo dei coils laminati a caldo (HRC) sta ancora cercando di assimilare l’impatto dell’annuncio delle quote specifiche per Paese (CSQ) da parte dell’Unione europea e le conseguenze immediate e potenziali sulle attività commerciali. Sebbene il quadro relativo alle quote del terzo trimestre sarà più chiaro dopo il 14 luglio, alcuni acquirenti europei, intravedendo opportunità di mercato, hanno deciso di ricostituire parzialmente le scorte sia per il periodo contingentale in corso sia per quello successivo, privilegiando origini considerate relativamente sicure. Nel frattempo, sul mercato interno, secondo le fonti, ArcelorMittal avrebbe aumentato informalmente di circa 50 €/t i prezzi dei principali prodotti piani, come ampiamente previsto. Tuttavia, nonostante i livelli di prezzo praticabili nell’UE siano aumentati rispetto alla scorsa settimana, le nuove quotazioni restano per ora indicative, a causa della limitata attività commerciale e dell’avvicinarsi del periodo estivo.

Secondo alcune fonti, ArcelorMittal Europe ha fissato il prezzo indicativo per gli HRC a 770 €/t franco produttore, in aumento rispetto ai precedenti 720 €/t franco produttore. La realtà del mercato, tuttavia, si colloca attualmente a 700-720 €/t franco produttore, con punte fino a 730 €/t franco produttore in alcuni casi, poiché la domanda non risulta ancora sufficiente a sostenere livelli più elevati. Alcuni acquirenti italiani puntano ancora a prezzi di 685-690 €/t franco produttore, ma le acciaierie stanno diventando sempre più riluttanti ad accettare tali livelli. Allo stesso tempo, non sono numerose le vendite concluse a 700-705 €/t franco produttore. «In questo momento, gli annunci di aumento dei prezzi servono semplicemente a fissare un livello più elevato in vista di settembre», ha dichiarato un trader a SteelOrbis. Alcune fonti prevedono che, dopo la pausa estiva, i prezzi degli HRC possano raggiungere 800-820 €/t franco produttore.

Nel segmento delle importazioni, dalla scorsa settimana sono state segnalate alcune prenotazioni di volumi significativi in Europa. Secondo le fonti, l’India ha venduto due carichi di HRC a circa 650-660 $/t CFR, principalmente verso la Spagna e Anversa, con spedizioni previste a luglio, e ha successivamente aumentato le offerte per i gradi destinati alla rilaminazione a 670-675 $/t CFR. Inoltre, la Turchia ha venduto almeno 30.000 tonnellate di HRC a circa 580-585 $/t FOB, un livello che secondo le stime di SteelOrbis corrisponde a circa 575-580 €/t CFR. Si è inoltre molto discusso delle vendite di materiale vietnamita verso l’Italia, con le prime informazioni secondo cui un grande acquirente avrebbe acquistato 70.000 tonnellate a 735 $/t CFR per il periodo contingentale del quarto trimestre. Sebbene tale prezzo sia considerato elevato, molti operatori ritengono che possa essere raggiungibile alla luce delle aspettative del mercato europeo, con prezzi interni previsti ben oltre gli 800 €/t franco produttore. «I grandi acquirenti stanno cercando di sostituire gli ordini provenienti da Paesi a rischio. Tuttavia, anche il Vietnam e la Turchia stanno registrando un’elevata disponibilità di materiale. Nel frattempo, le acciaierie europee stanno diventando sempre più selettive e restrittive nelle offerte», ha commentato un trader europeo. Inoltre, il Vietnam non è soggetto a dazi antidumping nell’UE e il relativo costo CBAM è considerato accettabile dagli operatori. Anche l’Egitto ha presentato offerte a 700 $/t CFR, ma non sono state segnalate transazioni.

Nel segmento dei coils laminati a freddo (CRC) e dei prodotti rivestiti, ArcelorMittal ha annunciato un prezzo di 880 €/t franco produttore, mentre gli operatori stimano che i livelli realmente praticabili si attestino intorno a 820-850 €/t franco produttore, anche se il mercato dovrà prima registrare una maggiore attività commerciale. Secondo le fonti, la situazione è particolarmente complessa nel segmento dei prodotti rivestiti: molti rilaminatori importavano HRC soprattutto da Malesia e Indonesia, ma tali origini non risultano più competitive e gli operatori continuano a dipendere dalle importazioni, poiché è impossibile acquistare questo materiale a prezzi contenuti dai produttori europei. «Alcuni operatori utilizzavano materiale full hard, che rientra nella quota per i CRC, ma con i nuovi volumi contingentati nessuna acciaieria esporterebbe full hard invece di CRC», ha aggiunto una fonte a SteelOrbis.

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Anna Voloshenko
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Con oltre 14 anni di esperienza nell’analisi dei mercati siderurgici e nel monitoraggio dei prezzi di mercato, sono entrata in SteelOrbis nel 2019 per dirigere e coordinare il dipartimento di Market Intelligence. Attualmente mi occupo dell’analisi dell’andamento dei prezzi nei mercati siderurgici in Turchia, area MENA, Europa e, in parte, CSI, con focus specifico su prodotti piani, prodotti lunghi, bramme e billette. Ho conseguito una laurea presso la Dnipro National University, in Ucraina, e un master in commercio internazionale e finanza.

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