Il recente movimento rialzista dei prezzi del rottame all’import non ha finora avuto effetti positivi sulle quotazioni dei coils a caldo (HRC) in Turchia, a differenza di quanto osservato nel segmento dei lunghi. La domanda interna degli HRC si mantiene su livelli moderati, mentre sul fronte export gli acquirenti restano cauti a causa delle incertezze legate al CBAM e all’intenzione annunciata dall’Unione Europea di modificare il meccanismo di salvaguardia.
Attualmente, i prezzi domestici degli HRC in Turchia si collocano a 540-555 $/t franco produttore per consegne a fine novembre, anche se i grandi acquirenti ritengono raggiungibili livelli di 530-535 $/t franco produttore. Sul fronte export, le acciaierie turche offrono a 540-550 $/t FOB, ma secondo gli operatori livelli di 530-535 $/t FOB risultano praticabili per ordini consistenti.
Le offerte all’import dalla Cina, rimaste perlopiù indicative a causa della festività nazionale, si sono attestate nell’arco della settimana a 505 $/t CFR. A fine settembre, secondo fonti di mercato, un rilaminatore ha acquistato un carico a 508 $/t CFR.
Dal lato degli altri fornitori, le offerte dall’Egitto si collocano a 545 $/t CFR, in linea con le ultime transazioni per lotti medi, mentre la Malesia è stata segnalata a 550 $/t CFR. Il Giappone ha offerto a 530 $/t CFR e la Corea del Sud a 560-570 $/t CFR, secondo quanto riferito da alcuni acquirenti.
Le offerte dalla Russia si attestano a 500-510 $/t CFR per il materiale non sanzionato e a 480-485 $/t CFR per quello sanzionato.