Paesi del Golfo, coils a caldo: mercato quasi fermo, continuano a emergere offerte dalla Cina

giovedì, 09 aprile 2026 10:17:35 (GMT+3)   |   Istanbul

Il mercato dei coils laminati a caldo (HRC) nei Paesi del Golfo (GCC) ha continuato a mostrare una scarsa attività. Le persistenti tensioni geopolitiche e le interruzioni delle principali rotte commerciali mantengono difficili le condizioni di importazione, limitando la visibilità complessiva. La domanda sul mercato interno rimane debole, con un’attività commerciale che procede a rilento nell’attuale contesto. Al contempo, il sentiment ha mostrato un leggero miglioramento in seguito alla notizia di una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz nelle prossime settimane, insieme a un numero crescente di offerte da parte di fornitori cinesi. Tuttavia, questo non si è ancora tradotto in transazioni effettive: gli operatori rimangono cauti e non si segnalano accordi confermati. Sebbene le indicazioni di prezzo siano salite rispetto alla scorsa settimana, spinte principalmente dalle offerte cinesi più sostenute, non è ancora emerso un chiaro livello di prezzo scambiabile, mentre la maggior parte degli altri fornitori continua a restare fuori dal mercato.

Le quotazioni cinesi hanno continuato a salire nel corso della settimana. A inizio settimana, le offerte di HRC si attestavano intorno a 490-510 $/t FOB, con noli indicativi di 60-70 $/t, portando i prezzi negoziabili a circa 550-590 $/t CFR. Secondo le fonti, però, i prezzi sono tornati a crescere verso metà settimana, con gli HRC da 1,2 mm di provenienza cinese con spedizione a maggio disponibili a 610-615 $/t CFR Gedda.

Nel frattempo, le offerte indicative dei fornitori indiani verso il GCC sono rimaste sostanzialmente stabili a circa 520-530 $/t FOB con spedizione a maggio. Tuttavia, l’interesse all’acquisto è molto limitato: gli elevati costi di nolo e i rischi costanti sulle rotte commerciali ostacolano la chiusura dei contratti. Di conseguenza, entrambe le parti ritengono difficile raggiungere termini negoziabili alle attuali condizioni. Nonostante la potenziale riapertura dello Stretto di Hormuz possa supportare i sentiment a breve termine, il suo impatto reale sulle transazioni effettive rimane incerto.

D’altro canto, i fornitori giapponesi sono rimasti in gran parte assenti dal mercato, senza presentare nuove offerte né concludere transazioni. Anche l’attività dei fornitori russi è stata limitata, nonostante siano state segnalate alcune offerte intorno a 505-515 $/t CFR per spedizioni nel periodo maggio-giugno.

DemetKazdal
Demet Kazdal
Editore
Tutti gli articoli dell'autore

Dopo essermi laureata all’Università del Bosforo in Lingua e Letteratura Inglese ho trascorso gli ultimi 15 anni sviluppando una profonda esperienza nel settore dell’acciaio. In SteelOrbis ricopro il ruolo di Head of Content Department. Scrivo e curo notizie e report completi sui mercati dell’acciaio, con focus sul mercato turco e sulle dinamiche del mercato globale.

Articolo precedente

Paesi del Golfo, coils a caldo: acquirenti ancora cauti, osservata una lieve ripresa dell'import

Turchia, coils a caldo: import in calo nel periodo gennaio-agosto 2026

Turchia, piani: forti aumenti per CRC e rivestiti sulla scia del rialzo degli HRC

Turchia, coils a caldo: mercati alternativi supportano l'export nel periodo gennaio-agosto 2026, in calo le spedizioni ...

Turchia, coils a caldo: prezzi locali ed export in aumento, procedono le vendite con spedizione tra dicembre e gennaio

Paesi del Golfo, coils a caldo: Emirati Arabi ancora attivi negli acquisti dalla Cina

Turchia, coils a caldo: offerte export in aumento, stabili i prezzi locali

Paesi del Golfo, coils a caldo: gli acquirenti considerano l'import, a causa delle continue variazioni del mercato

Turchia, piani: sentiment positivi, segnalati carichi di HRC dalla Cina

Paesi del Golfo, coils a caldo: gli acquirenti rimangono selettivi, ma continuano a cercare accordi praticabili in Asia