Nel corso dell’ultima settimana, il mercato dei coils a caldo (HRC) nei Paesi del Golfo ha continuato a operare in un contesto fortemente condizionato dall’assenza di sviluppi sul fronte del conflitto in Medio Oriente e dal perdurare della chiusura dello Stretto di Hormuz, che continua a compromettere le rotte commerciali e a frenare l’attività complessiva. In questo scenario, le opportunità di importazione restano limitate e i flussi ritenuti possibili si concentrano soprattutto verso l’Arabia Saudita e, in misura più contenuta, verso l’Oman. Tuttavia, nel corso della settimana non sono emerse attività significative dall’Oman, mentre per l’Arabia Saudita sono circolate indicazioni di alcune vendite, sebbene prive di conferme ufficiali. Parallelamente, la domanda sul mercato locale del GCC continua a essere descritta come debole e prudente, con gli acquirenti ancora orientati a un atteggiamento attendista. Negli Emirati Arabi le offerte continuano a circolare, ma la mancanza di rotte praticabili e il persistere dei rischi logistici impediscono ancora la conclusione di operazioni, lasciando il mercato privo di transazioni confermate.
Secondo fonti di mercato, i fornitori cinesi hanno mantenuto un profilo basso nei Paesi del Golfo, con un numero limitato di indicazioni di prezzo sul mercato. Negli Emirati Arabi, gli HRC provenienti dalla Cina sono ancora quotati intorno a 550 $/t CFR per spedizione a maggio, su livelli sostanzialmente invariati rispetto alla settimana precedente e senza accordi confermati. Diversa la situazione in Arabia Saudita, dove i prezzi risultano relativamente più elevati: gli HRC da 1,2 mm sono stati infatti offerti a 610-615 $/t CFR e alcune voci di mercato indicano che volumi limitati potrebbero essere stati prenotati su tali livelli, anche se le conferme restano molto scarse.
Anche le offerte indiane si sono mantenute stabili a 520-530 $/t FOB per spedizione a maggio, ma l’interesse all’acquisto resta molto contenuto, dal momento che gli alti costi di trasporto e i persistenti rischi lungo le rotte commerciali continuano a ostacolare la conclusione di nuove operazioni.
Sul fronte dell’offerta, non si segnalano novità da Giappone e Russia. I fornitori di entrambi i paesi restano assenti dal mercato, senza nuove offerte, mentre per il materiale russo i livelli indicativi continuano a collocarsi a 505-515 $/t CFR per spedizione maggio-giugno, invariati rispetto alla scorsa settimana.