All'inizio dell'anno, in Cina si era registrata una forte domanda nei settori automobilistico, immobiliare e degli elettrodomestici, con conseguente rafforzamento della produzione e richiesta di prodotti siderurgici. Secondo il rapporto mensile della World Steel Association, in agosto la Cina ha prodotto un record di 52 milioni di ton di acciaio grezzo, il che rappresenta più o meno la metà dell'output mondiale. Tuttavia, dai primi di settembre, il mercato locale ha subito un rallentamento - in particolare riguardo ai prodotti piani - e le scorte sono via via aumentate. Anche per l'export si rileva una decisa frenata. La generale debolezza della domanda, locale e internazionale, unita alla enorme capacità produttiva del paese asiatico, pongono quest'ultimo di fronte al rischio di sovrapproduzione.
Questa situazione sfavorevole ha provocato una forte contrazione anche sul mercato delle bramme, dove al momento si registrano pochissime transazioni. Ciò vale anche per i mercati del sud-est asiatico.
Lo scarso import di bramme da parte dei principali paesi dell'Asia sta mettendo in difficoltà i produttori internazionali, i quali devono accettare il calo delle quotazioni. L'ultima transazione di questo semilavorato di cui si è avuta nota risale all'inizio di settembre, da parte dei fornitori russi, e si è attestata a 445-475 $/ton FOB.
Nel frattempo, il mercato locale americano dei piani continua a mostrare segni di forza, anche se sembrerebbe che le minimill abbiano già acquistato merce per la produzione dei prossimi due mesi. Se così fosse, è probabile un rallentamento a breve della domanda. In Nordamerica, nelle ultime settimane, molti altiforni sono stati riattivati. Tra questi figura anche US Steel's Hamilton (Ontario), dove si producono bramme, e questo potrebbe causare un ulteriore sovraccarico del mercato. Per il momento, comunque, il problema non esiste, essendovi ancora una certa carenza di tale prodotto negli USA.
Gli ultimi dati ufficiali mostrano che a settembre l'import totale di bramme degli Stati Uniti ha di poco superato le 50.000 ton, con un decremento di 70.792 ton rispetto ad agosto. I principali paesi di origine sono stati Brasile (11.978 ton) e Giappone (38.574 ton).