Ancora aumenti per il tondo italiano, giù la vergella. Il resto d’Europa non si muove

venerdì, 01 agosto 2025 12:34:55 (GMT+3)   |   Brescia

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare dal periodo che precede le vacanze estive, i prezzi dei prodotti lunghi in Europa stanno subendo variazioni piuttosto significative. 

Per quanto riguarda il mercato italiano del tondo, i prezzi hanno subito aumenti tra i 40 e i 60 €/t rispetto alla scorsa settimana, attestandosi a 280 e 300 €/t base partenza. Molti clienti hanno chiuso i rifornimenti ai precedenti 240 €/t base partenza, ma i nuovi ordini si sono attestati ai più elevati livelli citati. Questi aumenti sono dovuti, secondo gli operatori, al fatto che diversi produttori hanno chiuso le vendite e la produzione, riducendo l’offerta e spingendo quindi i prezzi al rialzo. «Questi sono i livelli dai quali si ripartirà a settembre», ha indicato il rappresentante di un’acciaieria italiana. 

Opposta la situazione sul mercato italiano della vergella, dove i prezzi hanno subito un lieve calo rispetto al mese precedente attestandosi a 600-615 €/t reso per la qualità da trafila e a 585-600 €/t reso per la qualità da rete, contro i precedenti 610-620 €/t reso per la prima e 590-605 €/t reso per la seconda. La diminuzione sarebbe dovuta a un calo della domanda da parte dei consumatori finali, molti dei quali sono già in ferie per le vacanze estive. Il portavoce di un’acciaieria, comunque, si è detto convinto che a settembre i prezzi miglioreranno con la ripresa degli acquisti. 

Per quanto riguarda la Germania i prezzi della vergella si sono attestati a 625-645 €/t reso per la qualità da trafila e a 580-600 €/t resto per la qualità da rete, mentre gli stessi prezzi nell’Europa centrale e orientale sono stati segnalati rispettivamente a 605-620 €/t reso e 585-605 €/t reso. 

In queste aree la domanda sembrerebbe leggermente migliore rispetto all’Italia, ma comunque «non si può definire entusiasmante», ha affermato una fonte. Diversi produttori sono disposti a ridurre i prezzi di vendita pur di raggiungere i volumi attesi, in un mercato molto instabile sia in termini di qualità del materiale che di gestione della burocrazia legata alle pratiche doganali. Le prospettive non sembrano rosee per i mesi a venire. 


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