Wordsteel: l'edilizia è il più resiliente tra i settori che consumano acciaio

lunedì, 19 ottobre 2020 11:45:30 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Secondo la World Steel Association (worldsteel), quest'anno il settore delle costruzioni è stato quello che ha mostrato maggiore resilienza rispetto allo shock dovuto alla pandemia, grazie in buona parte al fatto che molti governi si sono concentrati sull'attuazione di progetti pubblici. È il caso della Cina, dove infatti il settore registrerà una forte ripresa quest'anno. Nelle economie sviluppate, a seguito dell'allentamento delle misure di lockdown, si è beneficiato di investimenti in infrastrutture, bassi tassi ipotecari, della domanda che si era accumulata e del più facile accesso al credito. Le economie in via di sviluppo (come Turchia, Messico e Brasile) registreranno invece una contrazione percentuale a doppia cifra. Worldsteel prevede che nel 2021 si assisterà a una lenta ripresa del settore edilizio. Negli anni a venire, lo stesso settore dovrebbe essere sostenuto soprattutto dalla realizzazione di infrastrutture, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Per quanto riguarda le economie sviluppate, gli investimenti infrastrutturali potrebbero essere stimolati da programmi di recupero "green".
Nel lungo termine, si verificheranno cambiamenti strutturali nel settore delle costruzioni. Questi rifletteranno a loro volta cambiamenti sotto il profilo della domanda per quanto riguarda uffici e luoghi residenziali, nonché importanti modifiche sia nella progettazione urbana sia nei regolamenti edilizi.

Al contrario, il settore automotive ha subito conseguenze molto forti a causa della pandemia. Worldsteel ha ricordato che ad aprile la produzione è crollata del 70%-90% in diversi paesi, mentre nel secondo trimestre 2020 ha registrato una flessione del 34% su base annua. In Cina, la forte domanda interna ha supportato invece una rapida ripresa, cosicché nel periodo gennaio-agosto la produzione di auto è scesa soltanto del 9% su base annua. Nel resto del mondo la situazione è stata decisamente peggiore. Nel periodo in oggetto, in Germania e negli Stati Uniti sono stati registrati cali di oltre il 30%, mentre in India un crollo del 46,1%.
Allo stesso tempo, ha sottolineato Worldsteel, «l'industria sta attraversando una fase di significativa ristrutturazione con il riallineamento delle catene di fornitura per una maggiore resilienza, i cambiamenti negli schemi di mobilità urbana e la transizione verso i veicoli elettrici».

Come il settore automotive, anche quello dei macchinari è stato duramente colpito dalla pandemia, subendo interruzioni nelle catene di approvvigionamento e un calo degli ordini durante i periodi di lockdown. A partire da maggio la discesa della produzione di macchinari è rallentata. Tuttavia, nella maggior parte dei paesi il settore resta in contrazione, principalmente a causa dei bassi profitti registrati e del sentiment negativo, i quali stanno causando ritardi o addirittura l’annullamento di vari progetti di investimento. Anche in questo caso, l'eccezione è rappresentata dalla Cina, i cui livelli di produzione nei mesi tra gennaio e agosto hanno superato quelli dello stesso periodo del 2019. 
Nel complesso, Worldsteel ritiene che le scarse prospettive di recupero degli investimenti limiteranno la ripresa del settore dei macchinari nel medio termine. 


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