Secondo quanto riportato da Reuters, l’amministrazione Trump starebbe preparando una revisione del regime tariffario su acciaio e alluminio, mantenendo il dazio del 50% sulle importazioni primarie di acciaio e alluminio, ma riducendo quello sui prodotti derivati al 15% o al 25% a seconda della categoria.
Le modifiche proposte mirano a semplificare l’attuale quadro normativo previsto dalla Sezione 232, ampliato lo scorso anno fino a includere migliaia di prodotti downstream.
Semplificazione di un sistema tariffario complesso
Nel sistema attuale, i dazi vengono applicati esclusivamente al contenuto di acciaio o alluminio presente nei beni derivati, creando per gli importatori obblighi complessi in termini di conformità e calcolo.
L’approccio rivisto prevederebbe invece l’applicazione di aliquote inferiori al valore totale dei prodotti derivati importati, alleggerendo in modo significativo gli oneri amministrativi e migliorando la trasparenza.
Si prevede che una proclamazione formale definisca la nuova struttura tariffaria, inclusa una versione aggiornata dell’allegato con l’elenco dei prodotti interessati e delle rispettive aliquote daziarie. L’aggiustamento riflette le crescenti preoccupazioni legate alla complessità e alle difficoltà operative associate all’attuale sistema tariffario.
Possibile inclusione di attrezzature industriali
La revisione potrebbe inoltre introdurre disposizioni che consentirebbero ad alcune attrezzature industriali, inclusi i macchinari per la produzione di acciaio, di beneficiare dell’aliquota ridotta del 15%. Tali prodotti, generalmente importati da paesi come Germania e Italia, comprendono attrezzature specializzate come siviere da forno e macchinari per laminatoi realizzati con leghe avanzate resistenti alle alte temperature.
L’introduzione iniziale di dazi più elevati su questi prodotti era finalizzata a sostenere la produzione siderurgica nazionale e a incentivare gli investimenti.