L’India si oppone con l’OMC all’introduzione del CBAM e chiede il supporto di altri paesi

mercoledì, 08 novembre 2023 18:05:05 (GMT+3)   |   Calcutta

L’8 novembre, il ministro indiano del commercio e dell’industria Piyush Goyal ha dichiarato che l’India si opporrà con l’OMC all’introduzione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) da parte dell’Unione Europea, e ha invitato altri paesi nella stessa situazione a combattere «contro l’imposizione di tasse ingiuste e a pretendere un accordo equo con i produttori».

Il ministro ha inoltre definito il CBAM una «seria minaccia» se introdotto così come proposto dall’UE, poiché avrà un impatto su determinati prodotti della regione, tra cui l’acciaio; ha aggiunto poi che tutto il mondo dovrebbe prendere atto che l’India non è disposta ad accettare un tale trattamento.

«Nessuno è soddisfatto del CBAM: lavoreremo e ci batteremo per trovare un accordo equo tra i produttori indiani e gli esportatori», ha spiegato. «Arriveremo a soluzioni più innovative, ma vi assicuro che l’India non è disposta ad accettare tasse o dazi iniqui sull’industria siderurgica o dell’alluminio, né su alcuna altra industria».

Infine, ha aggiunto: «La prospettiva non ci spaventa: risolveremo tutto a nostro vantaggio. L’UE dovrà consentire all’India una “responsabilità comune ma differenziata”, perché siamo un paese in via di sviluppo».

Il CBAM (o tassa sulle emissioni di carbonio) entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, ma dal 1° ottobre di quest’anno le società indiane di sette settori ad alte emissioni, tra cui la siderurgia, il cemento, i fertilizzanti, l’alluminio e i prodotti a base di idrocarburi, dovranno condividere i propri dati sulle emissioni con l’Unione Europea.


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