Secondo quanto riportato da Reuters, il CEO di Interpipe, Luca Zanotti, ha avvertito che i previsti tagli alle quote di importazione di acciaio da parte dell’Unione europea potrebbero esercitare un’ulteriore pressione sull’industria siderurgica ucraina, già gravemente indebolita dalla guerra.
Zanotti ha affermato che l’acciaio ucraino sarà soggetto alle restrizioni specifiche per Paese, nonostante l’UE avesse concesso all’Ucraina un’esenzione triennale meno di un anno fa, valida fino a giugno 2028. «Non possono dire che sosterranno l’Ucraina e poi danneggiare il settore industriale, che è un motore estremamente importante per questo Paese», ha dichiarato Zanotti ai media.
Il settore siderurgico ucraino è già sotto forte pressione
Zanotti ha spiegato che la produzione di acciaio in Ucraina è crollata fino all’80% dall’inizio della guerra e ha avvertito che le restrizioni dell’UE potrebbero causare danni economici a lungo termine. Ha inoltre aggiunto che il settore sta già affrontando una carenza di forza lavoro, blackout elettrici e i costi dell’elettricità più elevati d’Europa.
Rischio di un ulteriore aggravamento delle perdite di export e ricavi
Secondo l’Associazione del settore minerario e metallurgico ucraino, una riduzione delle esportazioni di acciaio potrebbe decurtare le entrate annuali in valuta estera dell’Ucraina di almeno 1,2 miliardi di dollari e tagliare i gettiti fiscali di circa 17,5 miliardi di UAH (398 milioni di dollari). Prima della guerra, il comparto siderurgico ucraino rappresentava circa un terzo delle esportazioni totali del Paese e generava oltre 20 miliardi di dollari all’anno in valuta forte. L’industria ha inoltre perso alcuni dei suoi impianti principali a seguito dell’avanzata delle truppe russe nella regione orientale di Donetsk.