Boom di acciaio indonesiano, si chiede l'intervento del Governo italiano e dell'UE

giovedì, 04 aprile 2019 10:37:25 (GMT+3)   |   Brescia
       

"Siamo alle prese con un problema gravissimo che rischia di mettere in ginocchio le nostre produzioni di acciaio inox. Non solo nella mia città di Terni, ma tutte le aziende siderurgiche italiane sono infatti vittime di una massiccia invasione di acciaio inox indonesiano. È fondamentale che il governo adotti misure urgenti per bloccare l'invasione di acciaio inox prodotto da imprese indonesiane a capitale cinese". È l'appello dell'on. Raffaele Nevi,  membro del direttivo di Forza Italia, alla Camera dei Deputati.

Questa settimana il parlamentare, in commissione Attività produttive della Camera, ha presentato un'interrogazione al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio volta a chiedere al Governo se e come intende attivarsi per fronteggiare "l'emergenza dell'invasione di acciaio inox" da parte di imprese indonesiane a capitale cinese. "La risposta del sottosegretario, Davide Crippa - ha detto Nevi al termine della riunione - è stata molto burocratica. Il Governo italiano, insieme a quello belga e francese, ha solo inviato una lettera alla Commissione Europea sollecitando l'introduzione di misure di salvaguardia su Indonesia".

"Nella seconda metà del 2018 le esportazioni indonesiane di acciaio inox  - ha dichiarato l'on. Nevi - hanno raggiunto la cifra record del +10%, partendo da 0%, per i fogli e nastri laminati a caldo, e del +3,8% per ciò che attiene i fogli e nastri laminati a freddo. Guarda caso la recente espansione della capacità produttiva indonesiana è sostenuta da sovvenzionate società cinesi che si configurano come vantaggi sleali ed artificiali, che abbattono costi di produzione arrivando ad una pesante distorsione del mercato mondiale dell'acciaio inox."

"Questi fatti certificati dai produttori attraverso una formale lettera alla Commissione europea  - ha continuato il parlamentare - dovrebbero indurre il ministro Di Maio a chiedere alla Commissione Europea di rivedere immediatamente la lista dei paesi che superano la soglia del 3% di esportazioni, in modo tale che ricadano nel campo di applicazione delle misure di salvaguardia che riguardano oggi solo la Cina e che vengono palesemente aggirati attraverso l'Indonesia. Senza aspettare luglio 2019" , data entro la quale la Commissione avvierà la prima inchiesta di riesame delle misure di salvaguardia. 

Secondo David Sassoli, vicepresidente del Parlamento Europeo, le misure della salvaguardia in vigore da inizio febbraio non sarebbero adeguate poiché contengono "una clausola che consente ai paesi in via di sviluppo, che hanno una quota di importazione al di sotto del 3%, di poter esportare nell'Unione Europea senza vincoli. Per il calcolo di questa soglia - ha scritto Sassoli sull'Huffington Post - è stato preso in considerazione il periodo luglio 2017-giugno 2018, quando la quota indonesiana era pari al 2,3%. Ma il boom in Indonesia avviene appunto nel 2018 e attualmente la quota di esportazione è del 30,7%. Il grave errore compiuto dalla Commissione Europea rischia di distruggere rapidamente il sistema industriale europeo".


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