In Arabia Saudita, lo scorso mese, la domanda di tubi senza saldatura non è stata molto stabile. La principale motivazione a questo fatto sta nell'incertezza che ha caratterizzato il mercato del petrolio. L'Opec sta puntando alla riduzione dell'output in modo da bilanciare il mercato e pare che questa decisione verrà perseguita sino alla fine dell'anno. Intanto le politiche di prezzo dei fornitori d'oltreoceano di tubi senza saldatura indicano andamenti differenti. In alcuni casi i prezzi delle principali aziende europee sono aumentati di 20-50 $/ton rispetto ai livelli del mese precedente. Le offerte d'importazione dalla Romania e dal Sudafrica invece, sono cresciute di 50-100 $/ton. Al contrario, i prezzi dei produttori ucraini sono scesi di 30-50 $/ton. Infine le offerte d'importazione dalla Russia e dalla Cina sono rimaste invariate rispetto ai loro precedenti livelli.
Nel dettaglio, le offerte dei tubi senza saldatura cinesi da 2"-6" di grado B a norma ASTM A106/API 5L si attestano tra i 700 ed i 750 $/ton CFR.
I prezzi dei tubi senza saldatura ucraini (Interpipe) da 2"-8" di grado B conformi alla ASTM A106/API 5L invece, sono dati a 900-950 $/ton CFR, mentre quelli per i tubi da 10"-12" raggiungono i 1.000-1.050 $/ton CFR.
Le offerte d'importazione di tubi dall'impianto russo Volzhsky Pipe Plant, controllato da TMK, sono comprese nel range da 950-1.000 $/ton CFR per prodotti sotto gli 8" di grado B a norma ASTM A106/API 5L, e possono arrivare ad un massimo di 1.050-1.100 $/ton CFR per i tubi da 10"-16".
I tubi rumeni e sudafricani (ArcelorMittal) da 2"-10" di grado B a norma API 5L sono quotati attorno ai 1.100-1.200 $/ton CFR.
Infine le quotazioni dei tubi provenienti da Italia e Argentina (Tenaris), Francia e Germania (V&M) e Giappone (Sumitomo) variano dai 1.250 ai 1.350 $/ton CFR per i prodotti da 2"-6" del grado B conformi alla ASTM A106/API 5L mentre sono comprese tra i 1.400 ed i 1.475 $/ton CFR per i tubi da 10"-12".
Gli operatori di mercato hanno registrato un rallentamento nei progetti relativi a nuovi impianti petrolifici. I compratori stanno temporeggiando parecchio e non sembrano essere ansiosi di acquistare. I produttori di petrolio hanno registrato un crollo delle ordinazioni poiché i clienti hanno tenuto a freno le spese pianificate in un contesto di difficoltà finanziaria e di calo dei prezzi del greggio. La concorrenza si è inoltre intensificata non appena i contratti sono diminuiti. Tutti questi fattori potrebbero tenere bloccata la domanda dei tubi e degli OCTG ed impedire un significativo aumento dei prezzi.