Stati Uniti, rottame: mercato verso un agosto stabile

giovedì, 30 luglio 2026 10:08:22 (GMT+3)   |   San Diego

I prezzi del rottame ferroso sul mercato domestico statunitense potrebbero seguire ad agosto un andamento analogo a quello registrato a luglio. Il consenso prevalente tra gli operatori è che il mercato rimarrà sostanzialmente stabile per un altro mese, sostenuto da una domanda ancora solida, grazie agli elevati livelli produttivi del comparto siderurgico. Tuttavia, l'abbondante disponibilità di alcune qualità potrebbe determinare nuovi ribassi. In particolare, secondo fonti attive nelle regioni del Midwest e del Sud degli Stati Uniti, le quotazioni del rottame frantumato e dell'HMS I potrebbero diminuire di 10 $/nt, mentre tutte le altre qualità dovrebbero rimanere invariate, replicando di fatto l'andamento osservato a luglio.

Le qualità pregiate restano sotto pressione

I fondamentali di mercato per le qualità pregiate continuano a essere solidi, ma diversi fattori stanno limitando la possibilità di ulteriori aumenti dei prezzi. Secondo i dati dell'American Iron and Steel Institute (AISI), il tasso di utilizzo della capacità produttiva del settore siderurgico statunitense è sceso sotto l'80% per due settimane nel mese di luglio, quelle concluse l'11 e il 18 luglio, per poi risalire all'80,5% nella settimana successiva. Dall'inizio di aprile, il dato si è comunque mantenuto costantemente vicino alla soglia dell'80%.

Nel frattempo, il prezzo dei coils laminati a caldo (HRC) ha continuato a crescere nel corso di luglio, raggiungendo la scorsa settimana i 1.169,7 $/nt FOB acciaieria, equivalenti a 1.290 $/t e 58,49 $/cwt, rispetto ai 1.129,7 $/nt FOB acciaieria, pari a 1.246 $/t e 56,49 $/cwt, rilevati all'inizio del mese. I futures si attestano attualmente intorno a 1.196 $/nt.

Al contrario, il prezzo del tondo, la cui produzione richiede un maggiore impiego di HMS e rottame frantumato rispetto alle qualità pregiate, è sceso a 919,8 $/nt FOB acciaieria, equivalenti a 1.014 $/t e 45,99 $/cwt, rispetto ai 939,8 $/nt FOB acciaieria, pari a 1.036 $/t e 46,99 $/cwt, registrati all'inizio di luglio.

Un ulteriore elemento di pressione è rappresentato da una recente decisione relativa ai dazi sulle importazioni di ghisa, che ha reso questa materia prima nuovamente più interessante per le acciaierie, in particolare per quelle che non dispongono di un facile accesso al preridotto (DRI). Nel mese di luglio, la ghisa era stata rimossa dall'elenco delle esenzioni tariffarie dell'Ufficio del rappresentante per il commercio degli Stati Uniti (USTR), diventando così soggetta a un dazio del 25%. Nel caso della ghisa brasiliana, tale aliquota si sarebbe aggiunta al dazio generalizzato del 10% già applicato alle importazioni provenienti dal Brasile. In seguito ai negoziati tra le associazioni dell'industria statunitense, le autorità americane e gli stakeholder brasiliani, la ghisa è stata tuttavia reinserita nell'elenco dei prodotti esenti.

Le compravendite di ghisa destinate agli Stati Uniti, rimaste ferme in attesa di chiarimenti sul regime tariffario, sono quindi riprese immediatamente, ma a prezzi sensibilmente inferiori. Un carico da 50.000 tonnellate proveniente dal Brasile meridionale è stato infatti venduto a 500-505 $/t CFR New Orleans, rispetto ai 530 $/t CFR New Orleans registrati prima dell'esito dei negoziati.

Questa dinamica ha esercitato un'immediata pressione ribassista sui prezzi delle qualità pregiate di rottame. Resta inoltre da valutare quale sarà l'impatto sull'intero mercato dei metallici, e di conseguenza anche su tali qualità, dell'avvio della produzione di DRI presso il nuovo impianto di Big River Steel in Arkansas, che dovrebbe raggiungere volumi annui nell'ordine di diversi milioni di tonnellate a partire dal 2029.

Segnali di inversione sui mercati export

Un altro elemento significativo emerso la scorsa settimana riguarda i mercati export della costa orientale (USEC) e della costa occidentale (USWC) degli Stati Uniti. Sebbene i fondamentali di mercato, in particolare i prezzi del tondo e la domanda proveniente da Turchia e Asia, non abbiano mostrato miglioramenti sostanziali, l'aumento dei noli marittimi, insieme alle aspettative di ulteriori rincari, ha spinto gli esportatori statunitensi a puntare su prezzi di vendita più elevati.

Sulla costa orientale, il prezzo dell'HMS I/II 80:20 è risalito la scorsa settimana a 375-376 $/t CFR Turchia, mentre le offerte attuali si collocano intorno a 380 $/t CFR.

Sulla costa occidentale, il cambiamento di tendenza è ancora più recente. Se mercoledì scorso il prezzo dell'HMS I/II 80:20 containerizzato risultava stabile a 305 $/t FAS porto di Long Beach, il giorno successivo sono state confermate transazioni a 318 $/t FAS. Tale livello ha smentito le precedenti aspettative secondo cui il mercato avrebbe potuto raggiungere un minimo di 300 $/t FAS.

Resta da comprendere se questa ripresa del mercato export sarà in grado di sostenere anche i prezzi delle qualità industriali sul mercato domestico. Secondo alcuni operatori, ad eccezione del rottame frantumato, le altre qualità destinate all'esportazione non presenterebbero caratteristiche adeguate al consumo delle acciaierie statunitensi. Altri ritengono invece che la distinzione sia meno netta e che almeno una parte del materiale normalmente destinato all'export possa essere assorbita anche dal mercato interno.

IvanLechuga
Ivan Lechuga
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Laureato in Marketing presso il Tecnológico de Monterrey, Campus Monterrey, in Messico, seguo da quattro anni il settore dei metalli ferrosi. In SteelOrbis mi occupo del mercato nordamericano del rottame ferroso: per gli Stati Uniti seguo sia il mercato domestico sia quello export, mentre per Messico e Canada monitoro il mercato interno del rottame.

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