Le trattative per il mercato domestico statunitense del rottame di luglio sono iniziate mercoledì, con alcune vendite confermate nel Midwest a prezzi invariati per le qualità pregiate, il P&S 5 ft e gli MST. Alcune delle principali acciaierie della regione stanno cercando di ottenere una riduzione di 10 $/gt per l’HMS I, in linea con le attese formulate nelle scorse settimane. A pesare sul mercato sono soprattutto l’abbondante disponibilità di materiale e la debolezza dell’export su entrambe le coste. Alcuni produttori stanno inoltre tentando di acquistare il rottame frantumato a livelli inferiori di 10 $/gt rispetto ai prezzi definiti a giugno, incontrando tuttavia una resistenza ancora più marcata, anche perché per questa qualità sono già state segnalate alcune transazioni a prezzi invariati.
Per quanto riguarda il rottame frantumato, secondo alcuni operatori la pressione sul prodotto finito deriverebbe in realtà dal materiale per la frantumazione. Il recente calo di 15 centesimi/libbra dei prezzi dello zorba sta infatti spingendo alcuni riciclatori dotati di impianti di frantumazione a ridurre il costo dei materiali in entrata. Nel Midwest, i prezzi del materiale per la frantumazione risultano in calo di 10 $/gt.
Le indicazioni provenienti dal Sud e dal Sudest stanno emergendo con maggiore lentezza. In quest’ultima regione, alcune acciaierie hanno dichiarato di voler attendere ulteriori sviluppi prima di definire le proprie strategie di acquisto. Nel Sud, alcuni produttori riconoscono la prevalenza di un andamento stabile, ma continuano a puntare a riduzioni per tutte le qualità, anche contenute, nell’ordine di 3-5 $/gt, qualora il mercato non consenta ribassi più consistenti. Le prime proiezioni indicano infine che le regioni occidentali potrebbero essere le uniche del Paese a registrare un andamento prevalentemente ribassista, con una flessione attesa di 10 $/gt per tutte le qualità rispetto ai livelli di giugno..
L’acciaio sostiene il rottame a luglio
Secondo il consenso generale, il consumo di rottame negli Stati Uniti continua a mantenersi su livelli solidi e non vi sarebbero ragioni per interrompere la fase di stabilità che caratterizza il mercato da quattro mesi per le qualità pregiate e da tre mesi per quelle da taglio, fatta eccezione per alcune variazioni marginali registrate tra le diverse regioni e categorie di materiale.
Il tasso di utilizzo della capacità produttiva del settore siderurgico statunitense si è mantenuto al di sopra dell’80% dalla settimana del 2 maggio fino a quella del 20 giugno. Nella settimana conclusasi il 27 giugno il dato è sceso al 79,8%, per poi risalire all’80,4% la scorsa settimana. Nel frattempo, i prezzi del tondo hanno raggiunto i massimi degli ultimi quattro anni, attestandosi a 930-950 $/nt franco produttore negli Stati Uniti, il livello più elevato dall’ottobre 2022. Nonostante ciò, a maggio le importazioni di tondo sono aumentate dell’89% su base annua, in un contesto di continuo rialzo dei prezzi dell’acciaio finito. Secondo alcuni operatori, il mercato interno avrebbe potuto sostenere aumenti solo fino a una certa soglia, oltre la quale le importazioni asiatiche avrebbero iniziato a crescere più rapidamente. Le fonti del settore segnalano infatti un aumento degli arrivi di tondo dalla Malesia e dal Vietnam.
La stessa dinamica non si riscontra invece per altri prodotti siderurgici interessati da continui rincari. A maggio, le importazioni di coils laminati a caldo (HRC) sono diminuite del 37% su base annua, mentre quelle di vergella hanno registrato una flessione del 30%. Per entrambi i prodotti potrebbe quindi esserci ancora margine per ulteriori aumenti, in grado di continuare a sostenere i prezzi delle qualità pregiate di rottame nel resto dell’anno. Questa settimana, i prezzi degli HRC sono saliti di 20 $/nt, raggiungendo 1.158 $/nt franco produttore negli Stati Uniti.
Il mercato export continua a esercitare pressioni al ribasso
Il mercato export continua a rappresentare uno dei principali fattori di pressione al ribasso sui prezzi del rottame su entrambe le coste degli Stati Uniti, in particolare per le qualità da taglio. Questa settimana, sulla costa occidentale (USWC), i prezzi sono diminuiti di 10 $/gt, mentre gli esportatori ipotizzano già un’ulteriore flessione di 10-20 $/gt nel corso della prossima settimana. Le riduzioni annunciate presso i moli della USWC tendono generalmente a concretizzarsi con tempi più lunghi rispetto alle indicazioni iniziali, ma finiscono comunque per essere recepite dal mercato. Nel frattempo, prosegue anche il calo dei prezzi dei carichi in container dalla costa occidentale: questa settimana l’HMS I/II 80:20 è sceso da 320 a 310 $/t FAS porto di Long Beach, mentre alcuni operatori indicano la possibilità di un ulteriore ribasso fino a 295 $/t FAS entro lunedì.
Sulla costa orientale (USEC), anche la debolezza del mercato turco del rottame importato continua a esercitare pressioni sui prezzi export e sui livelli resi ai moli. Le acciaierie turche mantengono infatti un approccio prudente agli acquisti, complice la recente debolezza del mercato siderurgico domestico. Questa settimana, i prezzi ai moli della USEC sono diminuiti di 5 $/gt, con l’HMS I attestatosi a 255-260 $/gt reso ai depositi per l’esportazione di New York e Philadelphia, rispetto ai 270-290 $/gt registrati il 9 giugno. In controtendenza, alcune indicazioni preliminari provenienti dal mercato di Philadelphia segnalano vendite confermate sia per l’HMS I sia per il P&S 5 ft a prezzi invariati rispetto ai livelli definiti a giugno.