I prezzi del minerale australiano con un contenuto di ferro pari al 62% sono cresciuti di 1 $/t rispetto allo scorso venerdì, aprendo questa settimana a 44,5-45 $/t CFR Qingdao (Cina). Nonostante questo lieve aumento, dovuto al graduale ritorno degli operatori cinesi sul mercato, le previsioni circa l'andamento delle quotazioni dell'iron ore continuano ad essere negative.
La scorsa settimana i produttori minerari sudafricani e australiani hanno fornito un'indicazione aggiornata circa i volumi produttivi di quest'anno. Kumba Iron Ore Limited, controllata sudafricana del gigante britannico Anglo American Corporation, ha annunciato una riduzione dell'output del 2016 da 36 a circa 27 milioni di tonnellate, dovuta al deterioramento dei prezzi. Secondo la società, i fondamentali hanno indicato un peggioramento dovuto al calo della domanda globale e alla crescita dell'offerta a basso costo, in particolare dall'Australia. Coò ha determinato un calo delle quotazioni del minerale più rapido e più profondo del previsto. Kumba Iron Ore Limited esclude una significativa ripresa dei prezzi nel medio termine.
Nel 2015 le vendite di minerale ferroso da parte di Rio Tinto sono ammontate a 336,6 milioni di tonnellate, cioè l'11% in più rispetto al 2014. L'azienda ha dichiarato di prevedere per il 2016 volumi di spedizione pari ad almeno 350 milioni di tonnellate.
Nel frattempo, l'agenzia di rating Moody's ha annunciato di aver modificato il proprio outlook per il settore siderurgico europeo, portandolo a 'negativo'. Secondo Moody's, il calo dei prezzi ha compromesso pesantemente la redditività delle imprese, al punto che essa difficilmente riuscirà tornare a livelli equiparabili a quelli del 2014 entro i prossimi 18 mesi.