Secondo quanto appreso da SteelOrbis da fonti commerciali e industriali venerdì 24 aprile, i prezzi dei pellet provenienti dall’India hanno registrato un lieve aumento, sostenuti dal rafforzamento delle quotazioni globali. Tuttavia, la divergenza tra le aspettative degli acquirenti cinesi e quelle dei venditori locali ha mantenuto l’attività commerciale sostanzialmente ferma.
Secondo le fonti, i prezzi dei pellet indiani sono aumentati di circa 2 $/t, collocandosi nella fascia 115-120 $/t CFR Cina, con il limite superiore del range riferito alle qualità più elevate, caratterizzate da un contenuto di silice-allumina inferiore al 3%.
Le offerte d’acquisto ricevute si sono invece attestate su livelli significativamente più bassi, pari a 110-112 $/t CFR, indicando che, pur in presenza di una domanda moderata, gli acquirenti non sono disposti ad accettare transazioni a prezzi più elevati.
Le fonti hanno evidenziato che la maggiore competitività dei prezzi e l’aumento delle forniture dal Brasile stanno offrendo agli acquirenti alternative più negoziabili, in un momento in cui i produttori indiani, sostenuti da una domanda domestica ancora robusta, non sono intenzionati ad adeguare le proprie offerte per incentivare le vendite all’estero.
È significativo notare che i prezzi locali dei pellet sono stati ridotti da diversi grandi produttori. Di conseguenza, il divario tra i margini delle vendite domestiche e quelli dell’export si è ridotto a circa 1.050 INR/t (11 $/t), rispetto ai 1.300 INR/t (14 $/t) franco produttore registrati una settimana prima.
Tuttavia, nonostante la riduzione del differenziale tra margini locali ed export, i grandi produttori continuano a trattenere i volumi destinati all’estero. Da un lato, preferiscono attendere che un livello di prezzo export negoziabile si consolidi sopra la soglia dei 125 $/t CFR prima di dirottare i volumi verso i depositi portuali; dall’altro, si aspettano che i prezzi locali rimbalzino e si consolidino su livelli più elevati a un ritmo più rapido, hanno spiegato le fonti.