Unione europea, coils a caldo: il mercato valuta le nuove quote e affronta le conseguenze immediate, previsto un aumento dei prezzi locali

lunedì, 06 luglio 2026 09:58:20 (GMT+3)   |   Istanbul

Gli operatori del mercato europeo dei coils laminati a caldo (HRC), sia dal lato della domanda sia da quello dell’offerta, stanno discutendo attivamente degli effetti e delle conseguenze a breve e medio termine derivanti dalle quote specifiche per Paese (CSQ), annunciate definitivamente il 30 giugno, appena un giorno prima dell’inizio del nuovo periodo contingentale. Il nuovo sistema ha introdotto cambiamenti significativi, privilegiando i Paesi che dispongono di accordi di libero scambio (FTA) già in vigore o di prossima entrata in vigore, oltre ai cosiddetti Paesi della «nazione più favorita», ossia, sostanzialmente, i membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Allo stesso tempo, il volume complessivo delle quote di importazione di acciaio destinate agli HRC è stato ridotto da 7,7 milioni di tonnellate a 5,2 milioni di tonnellate. La sorpresa maggiore è arrivata dall’esclusione di Algeria e Malesia dall’assegnazione di CSQ, con conseguente accesso solo a un quantitativo molto limitato della quota residuale condivisa. Inoltre, l’Indonesia, che nell’ultimo anno ha esportato ingenti volumi verso l’UE, dispone ora di una quota inferiore a 32.000 tonnellate per trimestre.

Attualmente gli operatori si stanno concentrando soprattutto sul monitoraggio e sulla valutazione delle operazioni di sdoganamento dei volumi riferiti al terzo trimestre, quote che risultano nella maggior parte dei casi già esaurite e, in alcuni casi, addirittura superate. «Nessuno si aspettava una simile assegnazione delle quote. È davvero un disastro. L’Algeria aveva già prenotato circa 70.000 tonnellate per il terzo trimestre tramite i trader. Ora tutti stanno cercando di annullare gli ordini», ha dichiarato una fonte a SteelOrbis. Preoccupazioni analoghe riguardano anche il materiale proveniente dall’Indonesia, sebbene per quantitativi decisamente inferiori, mentre, secondo le fonti, non risultano lotti significativi di materiale malese in attesa nei porti o in arrivo durante il trimestre in questione.

Per quanto riguarda i prezzi degli HRC sul mercato interno europeo, gli operatori ritengono ormai quasi certo un imminente rialzo delle offerte in seguito all’introduzione delle nuove quote specifiche per Paese. Alcuni produttori italiani hanno già smesso di accettare ordini a prezzi superiori a 680 €/t franco produttore mentre le più recenti vendite spot di modesta entità sono state concluse a 675-680 €/t franco produttore. Alcune indicazioni di prezzo si attestano già a 705-720 €/t franco produttore, sebbene non siano ancora ufficiali. In Spagna sono emerse indicazioni fino a 730 €/t reso, mentre nell’Europa settentrionale alcune offerte sono state segnalate nell’intervallo 720-730 €/t franco produttore. «Alcuni clienti si aspettano che ArcelorMittal torni sul mercato la prossima settimana con prezzi degli HRC compresi tra 780 e 800 €/t», ha riferito una fonte a SteelOrbis. Altri operatori ritengono che i livelli possano addirittura superare tali valori, pur concordando sul fatto che, almeno per il momento, si tratterà soltanto di prezzi teorici. «Le acciaierie devono prima vendere le allocazioni estive; poi vedremo il reale aumento dei prezzi, quando inizieranno le vendite dei volumi di settembre. Solo allora capiremo in che misura i produttori riusciranno a beneficiare delle nuove quote nazionali specifiche in termini di prezzi effettivamente praticabili», ha commentato un trader. «Le acciaierie locali avevano già aumentato i prezzi di 10 €/t prima dell’annuncio. Personalmente ritengo che assisteremo a incrementi piuttosto significativi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi», ha aggiunto un’altra fonte commerciale.

Nel segmento delle importazioni, questa settimana si sono registrate pochissime trattative concrete per nuove prenotazioni, poiché l’attenzione degli operatori è rimasta concentrata sulle procedure di sdoganamento in corso e sulla gestione delle criticità relative ad alcuni lotti interessati dalle inattese decisioni sulle quote. Secondo le fonti, nel breve termine gli acquirenti continueranno a preferire acquisti su base DDP, mentre le nuove offerte risultano limitate: dalla Corea del Sud si attestano intorno a 700-710 €/t, mentre quelle dalla Turchia sono indicate a circa 680 €/t. Alcuni operatori ritengono che le transazioni su base CFR possano gradualmente normalizzarsi, ora che i rischi legati alle quote risultano più chiari, in particolare per i fornitori asiatici. Le ultime indicazioni dall’India e dal Vietnam si collocano rispettivamente a 620-630 €/t CFR per spedizioni di agosto e a 580-585 €/t CFR per spedizioni tra agosto e settembre, mentre i prezzi del materiale turco sono valutati a 575-590 €/t CFR, dazio pagato. Nel segmento dei coils laminati a freddo (CRC) e dei prodotti rivestiti, la Corea del Sud ha offerto CRC a 840-850 €/t DDP, mentre il Vietnam ha fissato il prezzo dei coils zincati a caldo (HDG) con rivestimento Z100 a 860 $/t CFR.

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Demet Kazdal
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Dopo essermi laureata all’Università del Bosforo in Lingua e Letteratura Inglese ho trascorso gli ultimi 15 anni sviluppando una profonda esperienza nel settore dell’acciaio. In SteelOrbis ricopro il ruolo di Head of Content Department. Scrivo e curo notizie e report completi sui mercati dell’acciaio, con focus sul mercato turco e sulle dinamiche del mercato globale.

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