L’attività commerciale sul mercato europeo dei coils laminati a caldo (HRC) è risultata piuttosto modesta di recente, mentre le acciaierie locali stanno valutando aumenti di prezzo per i volumi di agosto-settembre, con il chiaro obiettivo di sfruttare la progressiva riduzione delle scorte di materiale d’importazione. Nel frattempo, l’interesse attuale degli acquirenti dell’UE per l’import di HRC è minimo e alcuni trader preferiscono persino non formulare offerte, non registrando alcuna richiesta dall’Europa. La ragione principale risiede nella persistente incertezza sul nuovo regime delle quote. Molti si attendono che la questione venga chiarita il 1° luglio e, fino ad allora, sono in pochi a voler correre i rischi legati all’importazione. Di fronte all’assenza di domanda dall’Europa, alcuni fornitori d’oltremare hanno ridotto le proprie offerte nell’ultima settimana.
Nel Sud Europa, le offerte di HRC in Italia sono state segnalate a 680-690 €/t franco produttore, stabili rispetto alla scorsa settimana. Mentre gli acquirenti domestici continuano a presentare offerte d’acquisto a 665-675 €/t reso, alcune acciaierie hanno evitato di rispondere, scommettendo su un trend rialzista dei prezzi nel prossimo futuro. «I portafogli ordini per agosto si stanno riempiendo poco a poco. Il chiarimento sulle quote potrebbe non stravolgere il mercato nell’immediato, ma sarà il segnale per la ripartenza di trattative a pieno regime sia sul mercato locale che per l’import», ha riferito una fonte a SteelOrbis. In Spagna, secondo le fonti, le offerte di HRC si attestano a 710-720 €/t franco produttore, in calo di 10 €/t su base settimanale, anche se alcuni trader indicano i 690 €/t franco produttore come livello effettivamente praticabile. Nel Nord Europa, le offerte ufficiali sono state segnalate questa settimana a 700-720 €/t franco produttore, mentre alcuni produttori – secondo quanto riferito dai compratori – hanno iniziato a ventilare ipotesi di prezzi intorno ai 720-730 €/t franco produttore per i mesi di agosto e settembre. I livelli di prezzo negoziabili, tuttavia, non hanno ancora superato i 680-700 €/t franco produttore/reso.
Sul fronte delle importazioni, il numero di offerte di HRC è stato estremamente ridotto, con pochissimi fornitori attivi sul mercato a causa del calo di interesse da parte dell’UE. I prezzi del materiale indiano da parte di uno dei principali venditori sono state formulate a 690-700 $/t CFR, mentre le offerte d’acquisto non hanno superato i 660 $/t CFR, in linea con gli ultimi accordi segnalati per questa origine. Inoltre, le indicazioni dalla Turchia sono state riportate a 600-610 €/t CFR (dazio pagato), in calo di 5 €/t nell’ultima settimana. Alcune fonti hanno inoltre segnalato vendite dalla Turchia a 600 $/t FOB che, secondo le stime degli acquirenti, equivalgono a circa 575-585 €/t CFR (dazio pagato) a seconda del fornitore; l’informazione, tuttavia, non ha trovato conferma al momento della pubblicazione.
Nel segmento dell’import di HRC su base DDP, lo scarso interesse ha spinto i prezzi al ribasso. In particolare, Algeria e Turchia hanno ridotto le offerte di 10-20 €/t, portandole rispettivamente a 710 €/t DDP e 680 €/t DDP. Secondo quanto appreso da SteelOrbis, anche le quotazioni indicative del Vietnam sono scese di 10 €/t, attestandosi a 680 €/t DDP.