Secondo i dati diffusi dalla Secex, la segreteria per il commercio estero del Ministero dello Sviluppo, dell'Industria e del Commercio Estero del Brasile, le esportazioni brasiliane di bramme hanno raggiunto 612.500 tonnellate a luglio, rispetto alle 642.200 tonnellate di giugno.
Il lieve calo riflette il cambiamento nella destinazione delle spedizioni: la quota diretta verso gli Stati Uniti è salita dal 61% all'81% del totale, mentre quella destinata all'Europa è diminuita dal 39% al 19%.
Nel dettaglio, Ternium ha esportato 244.800 tonnellate negli Stati Uniti a un prezzo di 643 $/t FOB.
ArcelorMittal Tubarão ha spedito: 143.500 tonnellate negli Stati Uniti a 623 $/t FOB, 40.000 tonnellate in Francia a 558 $/t FOB, 31.000 tonnellate in Germania a 591 $/t FOB, 3.600 tonnellate in Spagna a 519 $/t FOB. ArcelorMittal Pecém, invece, ha esportato 108.500 tonnellate negli Stati Uniti a 621 $/t FOB e 41.100 tonnellate in Spagna a 567 $/t FOB.
Nel periodo gennaio-luglio 2026, il Brasile ha esportato complessivamente 3,847 milioni di tonnellate di bramme, rispetto ai 3,885 milioni di tonnellate dello stesso periodo del 2025. Si tratta di un risultato sostanzialmente stabile, che conferma il ruolo del Brasile come uno dei principali protagonisti del mercato internazionale delle bramme.
Controllata dal gruppo Techint, Ternium dispone di impianti produttivi in Messico, Argentina, Brasile, Colombia, Guatemala e Stati Uniti.