Come la maggior parte dei produttori mondiali di coils a caldo (HRC), anche i produttori nordafricani stanno cercando di valutare le implicazioni del tanto atteso annuncio delle quote specifiche per Paese (CSQ) introdotte dall’Unione europea, che avranno inevitabilmente un impatto significativo sul commercio di HRC con il mercato europeo e determineranno uno spostamento dei volumi verso altre destinazioni. Secondo le fonti, in particolare l’Algeria sta valutando i possibili scenari e le strategie da adottare, concentrandosi nel frattempo maggiormente sulle vendite sul mercato interno e prendendo in considerazione un incremento delle esportazioni di bramme. Inoltre, il produttore algerino sta lavorando all’avvio delle vendite di coils zincati a caldo (HDG), che potrebbero contribuire ad attenuare le difficoltà dell’attuale mercato degli HRC. Tuttavia, secondo quanto appreso da SteelOrbis, il mercato europeo rappresentava la destinazione inizialmente prevista per i prodotti zincati algerini e, per questa categoria, non è disponibile né una quota individuale né un contingente condiviso («altri Paesi») considerevole.
In Algeria, nonostante il rallentamento delle vendite registrato nelle ultime settimane, i prezzi ufficiali degli HRC sul mercato interno sono aumentati di 2.000 DZD/t (13 $/t) per le consegne di luglio, raggiungendo 110.000 DZD/t (695 $/t) franco produttore. Secondo le fonti, tuttavia, per i grandi progetti e gli acquirenti più importanti continuano a essere praticabili sconti fino a 105.000 DZD/t (665 $/t) franco produttore o anche leggermente inferiori.
Per quanto riguarda l’export, la situazione dell’Algeria è tra le più difficili alla luce delle nuove CSQ dell’UE: il Paese non ha ottenuto una quota individuale e può accedere soltanto a una quota condivisa di entità molto limitata. Di conseguenza, le offerte di HRC destinate all’Europa sono state ritirate e, secondo le fonti, risultano già ordinati fino a 70.000 tonnellate di HRC algerini diretti verso l’Europa, una parte consistente delle quali è in attesa dello sdoganamento relativo al terzo trimestre. Molti acquirenti hanno cercato di annullare gli ordini, senza però ottenere risultati significativi. Alcune fonti stimano che, con la perdita anche temporanea del mercato europeo, l’Algeria dovrà destinare ad altri mercati tra 120.000 e 140.000 tonnellate di HRC.
Per i mercati dell’area MENA e dell’Africa, il produttore algerino ha ridotto di 10 $/t il proprio prezzo, portandolo a 620 $/t FOB per le spedizioni di luglio. Gli acquirenti ritengono tuttavia che, per quantitativi consistenti, siano praticabili livelli di 600-610 $/t FOB.
La convinzione prevalente è che l’Algeria presenterà richiesta di revisione delle CSQ per ottenere una quota nazionale e molti operatori ritengono che tale processo possa concludersi positivamente, con una modifica attesa entro sei mesi. Fino ad allora, il produttore algerino di HRC dovrebbe concentrarsi maggiormente sul mercato interno, cercare di acquisire nuovi ordini nell’area MENA e in Africa e, soprattutto, incrementare le vendite di bramme. «L’Algeria si aggiudicherà il titolo di “fornitore di bramme dell’anno”. Le sue bramme sono perfette per la produzione di coils», ha dichiarato a SteelOrbis un operatore europeo. Una volta che il mercato avrà ritrovato una maggiore stabilità, il produttore algerino dovrebbe disporre di due o tre carichi completi di bramme al mese da destinare alla vendita, anche se nell’UE si prevede che le operazioni riguarderanno lotti compresi tra 10.000 e 30.000 tonnellate.
I prezzi locali espressi in dinari algerini (DZD) includono l’IVA del 19%.
1 USD = 132,92 DZD