Stati Uniti, lunghi: prezzi import stabili in attesa di certezze dal Medio Oriente

lunedì, 04 maggio 2026 11:38:51 (GMT+3)   |   San Diego

I prezzi import dei prodotti lunghi negli Stati Uniti non hanno subito variazioni la scorsa settimana, dopo i rialzi di quella precedente. Le negoziazioni sono rimaste deboli, poiché i mercati sono allineati nell’aspettare più certezze sulla situazione in Medio Oriente. Infatti, il blocco statunitense nello Stretto di Hormuz prosegue da ormai tre settimane, causando confusione su noli e catene di approvvigionamento globali.

«Il continuo aumento dei prezzi del petrolio aggrava la crisi dei noli. Di conseguenza, le aziende di trasporto stanno rivedendo i contratti e le consegne non arrivano nei tempi previsti», ha sottolineato un insider dei lunghi del Midwest commentando lo senario di stabilità dei prezzi. «Per quanto riguarda il mercato locale, le acciaierie statunitensi non hanno volumi extra di lunghi a causa dei dazi all’importazione», ha aggiunto.

Mentre il conflitto in Iran prosegue per un’altra settimana, lo stallo delle trattative di pace, unito al blocco navale statunitense dello Stretto di Hormuz, ha fatto impennare i prezzi del greggio West Texas Intermediate (WTI) – qualità di riferimento negli Stati Uniti – sui mercati dei futures intraday, superando i 110 $/bbl. Inoltre, in seguito al calo a 104-108 $/bbl registrato il 30 aprile, l’aumento dei prezzi del WTI ha raggiunto il 58% rispetto ai 67 $/bbl del 27 febbraio, il giorno prima dell’inizio della guerra.

Sulla Costa del Golfo degli Stati Uniti, i prezzi import del tondo su base camion carico sono rimasti stabili ai 45,50-46,50 $/cwt (910-930 $/nt, 1.003-1.025 $/t) della settimana precedente, segnando tuttavia un aumento dai 45,00-46,00 $/cwt (900-920 $/nt, 992-1.014 $/t) di due settimane fa, quando erano stati segnalati possibili rialzi dei supplementi sul carburante. Sulla costa orientale, i livelli sono rimasti invariati rispetto a due settimane fa, in seguito a un aumento di 0,50 $/cwt a 46,00-47,00 $/cwt (920-940 $/nt, 1.014-1.036 $/t).

Secondo quanto appreso da SteelOrbis, sui mercati import settimanali della vergella i prezzi spot non hanno subito variazioni rispetto a quanto segnalato due settimane fa, nonostante la disponibilità dell’offerta sia rimasta limitata per i clienti import e locali. Oltre alla scarsità di mezzi di trasporto via mare, anche l’aumento dei supplementi sul carburante ha contribuito a rendere le importazioni di lunghi meno competitive.

Nel mercato della vergella, i prezzi import della vergella da rete su base DDP camion carico, Costa del Golfo degli Stati Uniti, sono stabili a 47,50-48,50 $/cwt (950-970 $/nt, 1.047-1.069 $/t) e in rialzo dai 47,00-48,00 $/cwt (940-960 $/nt, 1.036-1.058 $/t) di due settimane fa.

Per quanto riguarda l’import di acciaio, i dati più recenti sui permessi di importazione dell’American Iron and Steel Institute (AISI) indicano un aumento mensile del 6,6% a marzo. Nonostante la probabile crescita delle importazioni verso la fine del secondo trimestre, i dati relativi ai primi due mesi dell’anno rimangono in calo del 38% circa su base annua. Il netto calo delle importazioni statunitensi si deve ai dazi attualmente in vigore, che hanno portato le acciaierie locali ad aumentare la capacità produttiva all’80%, il livello più elevato dall’agosto 2024. L’offerta domestica è compromessa anche dai lavori di manutenzione in corso nella maggior parte degli impianti statunitensi, soprattutto nella Costa del Golfo degli Stati Uniti, dove le importazioni rimangono scarse.

Per quanto riguarda altre notizie relative al settore siderurgico, e come già riportato da SteelOrbis, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (DOC) ha pubblicato i risultati definitivi della revisione amministrativa del provvedimento antidumping relativo al tondo proveniente dall’Algeria per il periodo compreso tra il 1° aprile 2024 e il 31 marzo 2025.

Il DOC ha stabilito che, durante il periodo considerato, Tosyali Iron Steel Industry Algeria ha venduto il prodotto in questione a un valore inferiore alla norma. L’azienda e tutti gli altri produttori ed esportatori algerini sono quindi soggetti a un margine di dumping medio ponderato del 127,32%, come già previsto dalla decisione preliminare.

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Brian Whary
Editore

Mi sono laureato alla Rutgers University con una laurea in Giornalismo. Ho iniziato la mia carriera occupandomi dei mercati energetici statunitensi per 15 anni. Negli ultimi anni mi sono dedicato all’analisi del mercato siderurgico degli Stati Uniti, concentrandomi sulla rilevazione quotidiana dei prezzi e sulla copertura delle notizie di settore relative al rottame, ai prodotti piani e ai prodotti lunghi, sia sul mercato interno sia su quello delle importazioni.


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