Questa settimana i mercati del tondo e della vergella sono rimasti stabili negli Stati Uniti. Secondo quanto riferito da fonti di mercato a SteelOrbis, le acciaierie statunitensi sembrano intenzionate a mantenere invariati i prezzi spot per frenare le importazioni di prodotti lunghi.
Nonostante i recenti aumenti di prezzo decisi dai produttori statunitensi per i loro prodotti lunghi speciali, i trader hanno segnalato che la domanda e l’offerta sul mercato interno appaiono ben bilanciate nella prima metà di giugno. Attualmente, i prezzi dei prodotti finiti continuano a essere sostenuti da una minore pressione della concorrenza estera – grazie ai dazi della Sezione 232 –, dai costi energetici più elevati legati al recente inasprimento del conflitto in Medio Oriente e dal miglioramento della domanda interna trainata dalla costruzione di data center e da altre attività infrastrutturali.
Nel mercato del tondo, nel Midwest i prezzi su base FOB acciaieria sono rimasti stabili per la quarta settimana consecutiva a 47,00-48,00 $/cwt (940-960 $/nt, 1.036-1.058 $/t), pur registrando un aumento rispetto ai precedenti 46,00-47,00 $/cwt (920-940 $/nt, 1.014-1.036 $/t). I dati di SteelOrbis mostrano che, su base annua, i prezzi interni del tondo hanno segnato un aumento del 24% circa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Per quanto riguarda la vergella, sul mercato locale della costa del Golfo degli Stati Uniti i prezzi spot sono rimasti stabili a 50,00-51,00 $/cwt (1.000-1.020 $/nt, 1.102-1.124 $/t) FOB acciaieria.
Sebbene si preveda che i prezzi dei prodotti lunghi negli Stati Uniti rimangano pressoché statici nel breve termine, le recenti decisioni del Rappresentante del Commercio degli Stati Uniti (USTR) in merito ai dazi sulla ghisa brasiliana potrebbero causare ulteriori turbolenze, con un potenziale impatto al rialzo sui prezzi dei prodotti finiti.
Come precedentemente riportato da SteelOrbis, la ghisa brasiliana – che era stata inclusa nella lista delle esenzioni dai dazi all’importazione statunitensi a novembre 2025 – non è comparsa nel nuovo elenco annunciato dall’USTR il 1° giugno. Con l’attuale esclusione, la ghisa brasiliana potrebbe essere soggetta a dazi doganali del 25% negli USA, sollevando forti preoccupazioni da parte della Federazione delle Industrie dello Stato del Minas Gerais (Fiemg) sul futuro del settore.
Fonti in Brasile hanno confermato a SteelOrbis che i negoziati sono in corso. Gli operatori locali ritengono che il reinserimento nella lista delle esenzioni sarà ottenuto grazie alla «pressione interna negli Stati Uniti», poiché le acciaierie americane «dipendono dalla ghisa brasiliana, non solo per il prezzo competitivo, ma anche perché il prodotto brasiliano è realizzato utilizzando carbone vegetale come agente riducente, garantendo emissioni di CO2 prossime allo zero».
In una nota, la Fiemg ha aggiunto che il potenziale dazio del 25% ha generato forte incertezza tra i produttori locali, specialmente a Sete Lagoas, la principale città esportatrice di ghisa dello stato, dove l’85% della produzione è destinato agli Stati Uniti, principalmente per essere utilizzato dalle acciaierie locali in sostituzione del rottame ferroso nella produzione di acciaio.
Secondo il Segretariato per il Commercio Estero del Ministero dello Sviluppo, dell’Industria e del Commercio Estero (Secex), nel 2025 lo stato del Minas Gerais ha esportato negli Stati Uniti 2,47 milioni di tonnellate di ghisa, per un valore di 1,01 miliardi di dollari. Nei primi quattro mesi del 2026, i volumi hanno raggiunto le 644.700 tonnellate, per un valore di 258 milioni di dollari.
Al di là degli sviluppi sulla questione della ghisa, il mercato statunitense resta in allerta nonostante la stabilità dei prezzi.
«I prezzi attuali del tondo tengono, non salgono e non scendono», ha commentato una fonte del settore dei prodotti lunghi nel nord-est degli USA. «La disponibilità di tondo rimarrà frammentaria e prevediamo un sistema di quote di allocazione da parte delle acciaierie in autunno. I prezzi sono troppo alti per fare speculazione o acquisti anticipati; pertanto, se i prezzi interni continueranno a salire, i volumi di importazione aumenteranno».
I trader stanno inoltre monitorando con attenzione i recenti sviluppi legati all’annuncio del 29 maggio da parte del rappresentante dell’USTR, Jamieson Greer, riguardante un’ampia indagine della Sezione 301 incentrata sulla sovraccapacità strutturale e sulla produzione manifatturiera globale. L’indagine include in senso ampio i prodotti siderurgici vietnamiti, compreso il cruciale comparto della vergella da importazione, dove il Vietnam si è mostrato particolarmente attivo sul lato dell’offerta negli ultimi tempi.