Il mercato cinese degli acciai lunghi negli ultimi giorni si è caratterizzato per una certa debolezza, ad eccezione delle regioni del nord, dove i prezzi hanno segnato un incremento. Le quotazioni di mercato viaggiano ancora a un livello inferiore rispetto ai listini delle acciaierie, pubblicati a cavallo delle festività di inizio maggio.
Prodotto |
Specifica |
Cat. |
Prezzo medio ($/ton) |
Variaz. settim. ($/ton) |
6,5 mm |
Q235 |
657 |
-13 |
|
20 mm |
HRB 335 |
652 |
-7 |
|
20 mm |
HRB 400 |
674 |
-16 |
Il 3 maggio, sulle piazze di Shanghai, Pechino e Canton, la vergella da 6,5 mm grado Q235 si attestava rispettivamente a 635, 657 e 679 $/ton, il tondo da 20 mm HRB 335 a 611, 691 e 654 $/ton e il tondo da 20 mm HRB 400 a 619, 704 e 698 $/ton. I prezzi includono l'IVA al 17%.
Recentemente i principali produttori siderurgici della Cina orientale, ovvero Shagang e Jiangsu Yonggang Group, hanno comunicato i prezzi dei lunghi validi fino al 10 maggio: la prima non ha apportato variazioni ai precedenti listini, mentre la seconda ha applicato una riduzione di 15 $/ton sia per il tondo sia per la vergella.
Situazione diversa invece nel nord del paese, dove a seguito dei rincari decisi da Hebei Group le quotazioni degli acciai destinati alle costruzioni hanno registrato un sensibile aumento. Persino sulla piazza di Tangshan i prezzi sono cresciuti di 10-20 $/ton.
Nel frattempo, la banca centrale del paese asiatico ha aumentato dello 0,5% il coefficiente di riserva sui depositi degli istituti di credito (con effetto a partire dal 10 maggio), il che, secondo le stime, dovrebbe comportare il congelamento di fondi per circa 44 miliardi di $. Tale decisione è volta a prevenire fenomeni inflazionistici, e non mancherà di produrre effetti restrittivi anche nel comparto dell'acciaio.
Dando uno sguardo al mercato internazionale, lo scorso 2 maggio il governo australiano ha proposto l'introduzione di una nuova tassa sulle materie prime con aliquota del 40%. In un ambito che rivela una certa carenza di offerta, una decisione di questo genere potrebbe comportare un ulteriore incremento di prezzo per l'export di minerali ferrosi, con pesanti conseguenze soprattutto per i compratori cinesi.