Anche questa settimana il mercato italiano dei lunghi è rimasto fiacco, in attesa di qualche cambiamento che dovrebbe derivare dall’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
I mercati sembrano essere sospesi in vista di una decisione, e nel frattempo i prezzi restano invariati a fronte di una domanda ancora molto debole da parte dei consumatori finali.
In Italia, le offerte di tondo sono ancora ferme a 440-450 €/t base partenza, e si alzano a 480 €/t base partenza per il sud Italia includendo i costi di trasporto. Nonostante i segnali di debolezza che provengono dal mercato del rottame, per il momento i produttori italiani cercano di mantenere i prezzi ai livelli citati, poiché diminuire i prezzi adesso, prima delle fermate estive e del picco dei prezzi dell’energia previsto per luglio potrebbe rivelarsi rischioso.
La mancanza di domanda, tuttavia, continua a pesare sui produttori nazionali, che cercano in parte di compensare con le esportazioni verso altri Paesi europei. «La domanda nazionale non è sufficiente», ha dichiarato una fonte presso un produttore italiano. «Tuttavia, con l’export si riesce a sopperire solo parzialmente […]: la Romania e la Bulgaria non possono sostituire il mercato interno».
Sul mercato della vergella gli operatori hanno riferito attese di calo «tra i 5 e i 10 €/t», ma il sentiment generale resta di prudenza. Una fonte presso un importante produttore italiano, infine, ha riferito di aver venduto volumi buoni a prezzi invariati.
Per quanto riguarda le esportazioni, i prezzi teorici dall’Italia per le spedizioni via nave si attesterebbero intorno ai 620 €/t FOB per il tondo e 650 €/t FOB per la vergella, ma pare che al momento nessun produttore stia offrendo attivamente, «perché semplicemente non c’è richiesta», ha commentato una fonte. La stessa fonte ha precisato che, di fatto, le ultime richieste per le barre da parte dei clienti esteri si attestavano a 600-605 €/t FOB.