Il produttore siderurgico statale indiano Rashtriya Ispat Nigam Limited (RINL) ha lanciato diverse gare export per vari gradi di billette, per un volume complessivo di 150.000 tonnellate, con spedizioni previste nella prima metà di agosto 2026.
Le prime due gare riguardano ciascuna 30.000 tonnellate di blumi di grado chimico speciale, una nel formato da 150 mm e l’altra da 200 mm. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte, con un quantitativo minimo di 10.000 tonnellate per ciascuna gara, è stato fissato rispettivamente al 14 e al 15 luglio.
Un’ulteriore gara riguarda 30.000 tonnellate di blumi 3SP/4SP da 200 mm, mentre l’asta di maggiori dimensioni in termini di volume è l’ultima, aperta venerdì scorso, che prevede 60.000 tonnellate di billette colate in continuo di prima qualità nei gradi 3SP/4SP/4SP-M da 150 mm. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 15 luglio 2026, con un volume minimo di partecipazione pari a 30.000 tonnellate.
Secondo fonti commerciali e aziendali, i volumi relativamente elevati messi in vendita rappresentano un tentativo di approfittare della fase di moderata stabilizzazione dei prezzi, sebbene il venditore mantenga un approccio prudente riguardo alla possibilità di ottenere offerte significativamente superiori. Le stesse fonti hanno sottolineato che i blumi di grado speciale potrebbero beneficiare di un premio compreso tra 15 e 20 $/t.
Secondo gli operatori, il venditore avrebbe fissato informalmente un obiettivo di aggiudicazione intorno a 460 $/t FOB per i gradi standard, mantenendo tuttavia la possibilità di annullare le gare qualora le offerte risultassero inferiori alla soglia di 450 $/t FOB.
Un responsabile di un’acciaieria privata, che al momento non è impegnata nelle vendite sui mercati esteri, ha tuttavia osservato che gli elevati volumi offerti per l’export sono dovuti anche, almeno in parte, all’eccesso di semilavorati presso la maggior parte dei grandi produttori. Secondo la fonte, sia le grandi acciaierie sia i produttori secondari hanno ridotto la trasformazione dei semilavorati in prodotti lunghi finiti, poiché i prezzi del tondo continuano a seguire un trend ribassista.
Le esportazioni aggressive di billette, secondo l’operatore, rifletterebbero quindi anche un processo di riduzione delle scorte accumulate.