La Commissione Europea ha annunciato di aver accettato proposte per rivedere il quadro normativo che disciplina il Research Fund for Coal and Steel (RFCS). La riforma mira a rafforzare il sostegno alla ricerca e all’innovazione per la decarbonizzazione e la transizione pulita dei settori europei del carbone e dell’acciaio, consolidando al contempo la competitività industriale di lungo periodo.
L’iniziativa è allineata con lo Steel and Metals Action Plan pubblicato a marzo 2025, che ha evidenziato la necessità di semplificare e accelerare gli investimenti nella ricerca e innovazione legate all’acciaio nell’Unione europea.
Ruolo dell’RFCS nella mitigazione dei rischi dei progetti di acciaio pulito
Secondo la Commissione, l’RFCS svolge un ruolo centrale nel mitigare i rischi dei progetti di ricerca, innovazione e decarbonizzazione, contribuendo a preservare la leadership tecnologica e la base industriale dell’Europa. Il quadro rivisto è pensato per integrare altri strumenti di policy dell’UE volti a mantenere una solida produzione di acciaio all’interno del blocco e a sostenere l’autonomia strategica nelle filiere industriali critiche.
Migliorando l’allineamento con gli strumenti di finanziamento UE già esistenti, la riforma punta a garantire che le risorse dell’RFCS vengano impiegate in modo più efficace e raggiungano una platea più ampia di progetti innovativi.
Sostegno a una transizione giusta nelle regioni carbonifere
Oltre alla siderurgia, la riforma viene presentata come un elemento chiave della strategia UE per una transizione giusta nelle regioni del carbone. Aumentando efficacia e attrattività del Fondo, la Commissione intende assicurare che imprese, ricercatori e comunità locali nelle regioni del carbone e dell’acciaio possano partecipare attivamente alla transizione pulita.
Principali modifiche al finanziamento previste dalla proposta
La riforma proposta introduce diverse modifiche finanziarie e strutturali, con l’obiettivo di aumentare l’impatto del supporto UE.
Le allocazioni annuali dell’RFCS aumenterebbero in modo significativo, con il massimale che salirebbe da 111 milioni di euro a 200 milioni di euro, accelerando la mobilitazione di circa 800 milioni di euro per investimenti in ricerca e innovazione.
Inoltre, i tassi di cofinanziamento verrebbero allineati a Horizon Europe, portando il contributo UE dal 50% al 70% per i partecipanti industriali e dal 70% al 100% per piccole e medie imprese e istituzioni accademiche. Tali cambiamenti dovrebbero migliorare l’accessibilità, ridurre gli oneri amministrativi e rafforzare i collegamenti con altri strumenti UE, come l’Innovation Fund e Horizon Europe.
Le proposte legislative saranno ora presentate al Consiglio dell’Unione Europea e al Parlamento Europeo, il cui consenso è richiesto per una delle decisioni previste dal quadro giuridico dell’RFCS. Le discussioni e il voto in Consiglio sono attesi per la primavera 2026. In caso di approvazione, il quadro rivisto entrerebbe in vigore a gennaio 2027 e si applicherebbe ai futuri programmi RFCS dopo la loro adozione formale e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.