Secondo quanto riportato dai media locali, Alexei Sentyurin, presidente della Russian Steel Association, ha dichiarato che le esportazioni di acciaio della Russia dovrebbero crescere del 19% nel 2025, raggiungendo circa 24 milioni di tonnellate, rispetto ai 20 milioni di tonnellate del 2024.
La revisione al rialzo segue l’abolizione, da gennaio, dei dazi all’esportazione, che ha reso l’acciaio russo più competitivo sui mercati esteri. A inizio anno, l’associazione aveva previsto un incremento limitato al 2,5%, ma il miglioramento delle condizioni per il commercio estero ha portato a un significativo adeguamento delle stime.
Domanda interna in calo
Secondo l’associazione, mentre le esportazioni si stanno rafforzando, le prospettive per il consumo interno di acciaio appaiono decisamente più deboli. L’associazione ha confermato la propria previsione secondo cui la domanda russa di acciaio diminuirà del 14%, pari a 6 milioni di tonnellate, fino a 38 milioni di tonnellate nel 2025, il livello più basso dal 2011.
Il calo riflette il perdurare del rallentamento del consumo di acciaio nei principali settori industriali, guidato dall’industria automobilistica, con una flessione del 36,4%, dalla meccanica, con un calo del 30%, dal settore energetico, in diminuzione del 19,4%, e dal comparto delle costruzioni, con una contrazione del 10,5%.
Prospettive per la produzione
La produzione complessiva di acciaio in Russia dovrebbe scendere da 61 milioni di tonnellate nel 2024 a 58 milioni di tonnellate nel 2025. L’associazione attribuisce tale diminuzione alla domanda interna in calo e alla priorità assegnata ai cicli produttivi orientati all’export.