Secondo quanto riportato dal Guardian, in uno slancio di cooperazione tra concorrenti il produttore siderurgico indiano Tata Steel ha acquistato bramme d’acciaio da British Steel da poter usare presso la sua controllata Tata Steel UK a Port Talbot, nel Regno Unito. Questa azione costituisce un tentativo di aggirare i dazi statunitensi. L’accordo evidenzia come le tensioni geopolitiche commerciali e le difficoltà del settore industriale stiano rimodellando l’industria siderurgica del Regno Unito.
Grazie a questa strategia, infatti, si rispetterebbe la regola proposta da Trump che richiede che l’acciaio venga “fuso e versato” (melted and poured) nel Regno Unito per poter beneficiare di un dazio pari a zero. Intanto, sebbene gli Stati Uniti avessero accettato di abbassare a zero i dazi sull’acciaio britannico, la messa in atto di questo principio è stata bloccata a seguito dei dubbi emersi sul fatto che altri Paesi potrebbero utilizzare il Regno Unito come scappatoia per eludere i dazi. Quest’ultimo è dunque soggetto, per il momento, a un dazio del 25%, che è comunque inferiore al 50% applicato ad altri importatori.
La strategia di transizione di Tata Steel
L’anno scorso Tata Steel UK ha chiuso tutti i suoi altiforni per passare a una produzione più pulita basata su forno elettrico ad arco (EAF). In attesa del completamento della costruzione degli EAF, l’azienda ha fatto affidamento sull’importazione di bramme dai Paesi Bassi e dall’India. Quindi, l’acquisto presso lo stabilimento di Scunthorpe di British Steel offriva un’alternativa a breve termine e conforme alle tariffe.