Durante la sessione di bilancio 2026, il governo malese ha confermato l’introduzione di una carbon tax (tassa sul carbonio) a partire dal prossimo anno, in linea con l’impegno del Paese a costruire un’economia a basse emissioni di carbonio e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
L’iniziativa partirà dai settori che generano i maggiori livelli di emissione, in particolare acciaio, energia e siderurgia, e il Ministero delle Finanze definirà aliquote e meccanismi di applicazione in coordinamento con le altre agenzie competenti.
Entrate della carbon tax a sostegno della transizione energetica
I proventi della carbon tax confluiranno nel National Energy Transition Fund, a cui per il 2026 è stato assegnato un budget di 150 milioni di ringgit (pari a 35,46 milioni di dollari).
Il fondo finanzierà progetti per le energie rinnovabili, infrastrutture verdi e iniziative di decarbonizzazione industriale nell’ambito del National Energy Transition Roadmap (NETR).
Il bilancio evidenzia inoltre la necessità di sostenere i settori energivori, tra cui acciaio, cemento e petrolchimico, nell’adozione di tecnologie più pulite ed efficienti.
Espansione della capacità di energia rinnovabile
Nell’ambito del NETR, la Malesia punta a incrementare la quota di energia rinnovabile fino al 70% entro il 2050.
Tra i principali programmi:
- Large-Scale Solar 6 (LSS 6), con l’aggiunta di 2 GW di capacità fotovoltaica per un investimento privato stimato in 6 miliardi di ringgit (1,42 miliardi di dollari);
- Corporate Renewable Energy Scheme, che dovrebbe mobilitare circa 3,5 miliardi di ringgit (827,43 milioni di dollari) in investimenti per l’energia pulita.
Tali iniziative rafforzeranno l’ecosistema malese delle rinnovabili, favorendo gli accordi di acquisto di energia (PPA) da parte delle aziende e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.
Trasformazione industriale verde con il piano NIMP 2030
Il New Industrial Master Plan (NIMP) 2030 completerà l’iniziativa della carbon tax incentivando l’adozione di processi industriali a basse emissioni, la riduzione dei rifiuti e l’integrazione delle energie rinnovabili.
Le principali allocazioni finanziarie previste includono:
- 180 milioni di ringgit (42,55 milioni di dollari) dal NIMP Industry Development Fund;
- 200 milioni di ringgit (47,28 milioni di dollari) dal Co-Investment Fund (CoSIF) per progetti di innovazione verde;
- 500 milioni di ringgit (118,20 milioni di dollari) in prestiti agevolati concessi da Bank Pembangunan Malaysia Berhad (BPMB) per attività di ricerca, sviluppo e aggiornamento tecnologico.
Incentivi fiscali per sostenere la transizione industriale
Il bilancio prevede inoltre sgravi fiscali e ammortamenti accelerati per gli investimenti in impianti e sistemi ad alta efficienza energetica, al fine di ridurre i costi operativi e stimolare gli investimenti verdi.
Le partnership pubblico-private saranno ampliate per favorire il finanziamento di progetti sostenibili e garantire un supporto di lungo periodo alla crescita industriale pulita.
Industria siderurgica al centro della transizione
Il settore del ferro e dell’acciaio è stato identificato come prioritario nella strategia di riduzione delle emissioni della Malesia, poiché tra i maggiori responsabili di consumi energetici e di CO₂.
Gli interventi si concentreranno su miglioramento dell’efficienza energetica, espansione del riciclo degli scarti e integrazione delle energie rinnovabili nei processi di produzione dell’acciaio.
Attraverso queste misure, la Malesia punta a trasformare la propria industria siderurgica in un comparto competitivo, sostenibile e a basse emissioni, pienamente in linea con gli obiettivi climatici e industriali nazionali.