L’International Trade Centre (ITC), in collaborazione con l’agenzia kazaka per lo sviluppo del commercio QazTrade, ha presentato un rapporto volto a valutare il grado di preparazione dei settori dell’alluminio, del ferro e dell’acciaio del Kazakistan rispetto alla conformità al Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell’Unione Europea.
Realizzato nell’ambito di un progetto finanziato dall’UE, lo studio analizza il possibile impatto del CBAM sugli esportatori kazaki e individua le misure necessarie per sostenerne la transizione verso processi produttivi a minori emissioni e pratiche di rendicontazione più strutturate.
Zhanel Kushukova, viceministra del Commercio e dell’Integrazione del Kazakistan, ha dichiarato che alla fine del 2025 l’UE rappresentava circa il 31% del commercio estero del Kazakistan e circa il 44% delle sue esportazioni.
Il rapporto delinea una roadmap per la conformità
Il rapporto esamina le implicazioni del CBAM per le industrie kazake dell’alluminio, del ferro e dell’acciaio e propone una roadmap graduale per la conformità, con l’obiettivo di aiutare gli esportatori ad adattarsi ai requisiti di sostenibilità in evoluzione. Tra le raccomandazioni figurano il miglioramento delle pratiche di rendicontazione delle emissioni, il rafforzamento della cooperazione con i clienti europei e il potenziamento della competitività sul mercato dell’UE.
Secondo la valutazione, i settori kazaki dell’alluminio, del ferro e dell’acciaio saranno probabilmente chiamati ad affrontare obblighi crescenti in materia di rendicontazione e conformità con l’evoluzione del CBAM, evidenziando l’importanza di una preparazione tempestiva e di un allineamento agli standard internazionali di verifica e rendicontazione delle emissioni.
Johannes Baur, responsabile della cooperazione presso la Delegazione dell’UE in Kazakistan, ha affermato che una maggiore trasparenza e una rendicontazione più solida in materia di sostenibilità potrebbero aiutare gli esportatori kazaki a rimanere competitivi sui mercati internazionali in trasformazione. Ha inoltre sottolineato l’importanza di proseguire la cooperazione tra istituzioni governative, imprese e partner internazionali.
Nurlan Kulbatyr, vicedirettore generale di QazTrade, ha dichiarato che il Kazakistan ha già avviato iniziative per aiutare gli esportatori industriali ad adeguarsi ai nuovi requisiti dell’UE, con l’obiettivo di ridurre al minimo i costi di conformità e mantenere al tempo stesso la competitività sul mercato europeo.
Il settore siderurgico dovrebbe subire l’impatto maggiore
Secondo Joost Pauwelyn, esperto internazionale dell’ITC e autore principale del rapporto, il Kazakistan esporta attualmente verso l’UE prodotti in acciaio e alluminio per un valore superiore a 600 milioni di euro l’anno. La valutazione indica che il ricorso ai valori predefiniti delle emissioni previsti dal CBAM potrebbe generare costi annui legati al meccanismo superiori a 100 milioni di euro. Circa il 90% di tale impatto si concentrerebbe su barre e vergella, segmento in cui i costi CBAM stimati potrebbero superare del 123% il valore dei prodotti.
Pauwelyn ha dichiarato che tali costi potrebbero essere ridotti in misura significativa attraverso misure quali il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni effettive, l’accreditamento di verificatori locali, la riduzione delle emissioni negli impianti produttivi e il rafforzamento dei meccanismi nazionali di carbon pricing.