Durante il panel della SteelOrbis Spring 2025 Conference & 92nd IREPAS Meeting tenutasi ad Atene dal 27 al 29 aprile, Jens Björkman di Stena Metal International, presidente del comitato dei fornitori di materie prime, ha riassunto le conclusioni dell’incontro del comitato sulla situazione generale dei mercati globali dell’acciaio e delle materie prime, sottolineando che si aspetta un anno difficile.
Guardando all’UE, il Björkman ha osservato che l’industria siderurgica europea ha iniziato l’anno abbastanza bene, sebbene la produzione di acciaio nella regione sia stata bassa nel primo trimestre. Ha evidenziato che il nuovo governo tedesco dovrebbe allentare la pressione derivante dalle incertezze del mercato, il che potrebbe stimolare la produzione di acciaio. Notando che la transizione verde nell’UE sembra essere rimandata, e indicando che non sembra esserci una transizione praticabile almeno fino al 2030, Björkman ha affermato che molti impianti in Europa inizieranno a passare dal processo altoforno a quello con forno elettrico nei prossimi 5-10 anni, con una conseguente domanda irregolare di rottame in quel periodo. Riguardo ai piani di restrizione all’export di rottame nell’Unione Europea, ha affermato che, data la bassa domanda attuale di rottame nella regione, eventuali restrizioni metterebbero sotto pressione l’industria siderurgica, ma potrebbero anche portare a un commercio più burocratizzato tra i generatori di rottame e le acciaierie.
A proposito delle misure tariffarie dell’amministrazione Trump, il presidente del comitato dei fornitori di materie prime ha dichiarato che, nei primi mesi dell’anno, le vendite verso gli Stati Uniti sono state a livelli altissimi poiché si prevedeva l’introduzione di nuovi dazi. Notando che gli impianti con sede nell’UE stavano lavorando a pieno regime per esportare negli Stati Uniti prima dell’attuazione delle nuove misure, Björkman ritiene che il mercato sarà molto più lento nella seconda metà dell’anno. Ha aggiunto anche che il secondo mandato di Trump sarà molto diverso dal primo, e che nonostante le misure adottate dagli Stati Uniti, Canada e Messico non imporranno dazi sulle esportazioni di acciaio verso gli USA, in quanto quest’ultimo rappresenta il loro maggiore partner commerciale e un’eventuale restrizione danneggerebbe le loro stesse industrie.
Per quanto riguarda le materie prime, Björkman ha dichiarato che i prezzi del minerale di ferro stanno fluttuando/oscillando intorno ai 100 $/t CFR rispetto agli 89 $/t CFR registrati a settembre 2024, a causa della maggiore produzione alla fine dello scorso anno e all’inizio di quest’anno. Ha osservato che, se la Cina dovesse ridurre la produzione di acciaio e l’offerta globale di minerale di ferro dovesse aumentare, questi due fattori insieme porterebbero a un calo dei prezzi del minerale.
Riguardo alla situazione attuale del finanziamento nel commercio di rottame, ha evidenziato che il segmento del Mar Nero sta affrontando difficoltà finanziarie, rendendo la concorrenza difficile a causa degli elevati costi di finanziamento.