In una dichiarazione diffusa a commento del vertice UE sulla competitività svoltosi in Belgio (Alden Biesen, 12 febbraio), il presidente di Federacciai e di Interconnector Italia, Antonio Gozzi, ha accolto con favore l’apertura del confronto politico a Bruxelles sulle criticità del sistema ETS, avviata – secondo quanto riportato – dall’intervento del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
«La discussione aperta dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in sede europea sul funzionamento del sistema ETS segna un passaggio importante. Per la prima volta il tema delle sue criticità è stato posto con chiarezza al centro del confronto politico a Bruxelles e, secondo quanto riportato dalla stampa, diversi Paesi stanno mostrando attenzione verso questa impostazione», ha dichiarato Gozzi.
Nel merito, il presidente di Federacciai ha richiamato la specificità del mix elettrico italiano, evidenziando che, a differenza di altri Paesi europei, in Italia la generazione a gas naturale rappresenta la principale tecnologia di produzione di energia elettrica. A suo avviso, questa caratteristica, combinata con le modalità di applicazione dell’ETS, ha contribuito a mantenere per lungo tempo in Italia livelli di prezzo dell’energia tra i più elevati in Europa, con effetti particolarmente penalizzanti per i consumatori energivori esposti al differenziale rispetto ai concorrenti francesi e tedeschi.
Gozzi ha inoltre sottolineato che tale contesto ha richiesto l’adozione di strumenti di protezione per le imprese ad alta intensità energetica, ribadendo la necessità di un monitoraggio costante del dossier ora che, nelle sue parole, «il tema è formalmente aperto a livello comunitario». «Sarà fondamentale seguire il dossier con continuità e attenzione, nell’interesse della competitività del Paese e della coerenza delle politiche energetiche europee», ha concluso.
Come già riportato in precedenza da SteelOrbis, in un recente intervento Gozzi aveva criticato l’impostazione delle politiche ambientali europee, chiedendo una revisione radicale dei principali strumenti regolatori – a partire dall’ETS – per evitare effetti di “desertificazione industriale” e salvaguardare la competitività del manifatturiero europeo.