Nel mese di ottobre 2025 la produzione industriale destagionalizzata è aumentata dello 0,8% nell’eurozona e dello 0,3% nell’UE-27 rispetto al mese di settembre.
Ad settembre la produzione industriale aveva registrato un aumento dello 0,2% nell’eurozona e dell'1% nell’UE. Su base annua, a settembre 2025 la produzione industriale è cresciuta del 2% nell’eurozona e dell'1,9% nell’UE. I dati sono stati diffusi da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea.
Rispetto a settembre, nel mese di ottobre la produzione di beni durevoli è aumentata del 2% nell’eurozona e dell'1,8% nell’UE-27, mentre la produzione di beni strumentali è cresciuta dello 0,5% in entrambe le zone. Nello stesso periodo, la produzione di beni di consumo non durevoli è cresciuta dell'1,2% nell’eurozona, ma ha registrato una contrazione dello 0,3% nell’UE-27. La produzione di beni intermedi ha registrato un incremento dello 0,3% nell’eurozona e nell’UE-27, mentre la produzione di energia ha segnato un aumento dell’1,1% nell’eurozona e dell'1% nell’UE-27, sempre su base mensile.
Tra gli Stati membri, i maggiori incrementi mensili sono stati registrati in Irlanda (+4,0%), Lussemburgo (3,6%) e Croazia (+3,1%), mentre le flessioni più marcate si sono osservate in Svezia (-6,5%), Belgio (-3,4%) e Danimarca (-3,2%).
Rispetto a ottobre 2024, la produzione di beni strumentali è aumentata dello 0,5% nell’eurozona e dell’1,1% nell’UE-27. Nello stesso mese, la produzione di beni di consumo durevoli è cresciuta dello 0,7% nell’eurozona e dello 0,5% nell’UE-27, mentre la produzione di beni intermedi è aumentata dello 0,5% nell’eurozona e nell’UE-27. La produzione di beni di consumo non durevoli ha registrato un incremento del 4,9% nell’eurozona e del 4,4% nell’UE-27. La produzione di energia è aumentata del 4,5% nell’eurozona e del 3,4% nell’UE-27, sempre su base annua.
Nel confronto annuale, i maggiori aumenti sono stati registrati in Irlanda e Lituania (+8,7%), Grecia (+6,9%) e Svezia (+5,7%), mentre i cali più significativi hanno riguardato la Bulgaria (-7,6%), la Slovacchia (-3,7%) e l'Ungheria (-2,6%).