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Jerónimo Casas, SGS: «Il CBAM ridefinirà le strategie commerciali dei produttori»

giovedì, 15 ottobre 2026 16:10:57 (GMT+3)   |   Istanbul

Abbiamo intervistato Jerónimo Casas, Global Product Manager – Climate Change & Sustainability Solutions di SGS, società leader mondiale nei servizi di ispezione, verifica, analisi e certificazione, per approfondire le sfide che l'industria siderurgica deve affrontare nell'adeguarsi al CBAM, i requisiti per la verifica dei dati sulle emissioni e il livello di preparazione delle aziende a questo processo. Casas ha inoltre condiviso le proprie valutazioni su come il CBAM potrebbe influenzare nel lungo periodo la competitività dei produttori siderurgici, i flussi commerciali globali e le dinamiche del mercato europeo.

Per cominciare, potrebbe spiegare brevemente come funziona il CBAM nella pratica e quali sono i principali obblighi per le aziende che importano merci nell'UE?

Il modo più semplice per spiegare il CBAM è dire che estende il principio europeo di attribuzione di un prezzo alle emissioni di carbonio a determinate merci importate.

I produttori europei sostengono già un costo legato alle emissioni attraverso il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS). Il CBAM è stato introdotto per ridurre il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (carbon leakage), garantendo che anche determinate importazioni siano soggette a un costo del carbonio legato alle emissioni incorporate nei prodotti.

La fase transitoria, da ottobre 2023 a dicembre 2025, è stata essenzialmente un periodo dedicato alla rendicontazione e all'apprendimento. Da gennaio 2026, il CBAM è entrato nella fase definitiva, che prevede dichiarazioni annuali e un obbligo finanziario attraverso i certificati CBAM. Se vengono dichiarate le emissioni effettive, queste devono essere sottoposte a verifica indipendente da parte di un verificatore accreditato.

Per quanto riguarda le responsabilità, il punto fondamentale è che il produttore situato al di fuori dell'UE è responsabile della produzione di dati affidabili sulle emissioni, mentre il dichiarante europeo rimane responsabile della dichiarazione CBAM e del relativo obbligo finanziario.

Con l'inizio della fase definitiva del CBAM, quali sono le principali difficoltà che le aziende incontrano nell'ottenere dai propri fornitori dati sulle emissioni affidabili e verificabili, soprattutto nei settori ad alta intensità di carbonio come quello siderurgico?

Il CBAM attribuisce all'importatore una responsabilità significativa per la qualità dei dati, mentre le informazioni sulle emissioni provengono dai fornitori extra-UE. Questo crea difficoltà sia tecniche sia commerciali.

La situazione è particolarmente complessa in settori come quello siderurgico, caratterizzati da processi produttivi articolati.

Un altro problema riguarda la qualità dei dati. I fornitori potrebbero utilizzare metodologie, fattori di emissione o sistemi sviluppati per conformarsi ad altri standard, prevalentemente volontari, che non soddisfano i requisiti del CBAM.

Una questione fondamentale per gli operatori è inoltre garantire che i dati sulle emissioni non siano soltanto calcolati correttamente, ma siano anche tracciabili e verificabili. Ciò significa disporre di un piano di monitoraggio adeguato, conservare la documentazione a supporto ed essere in grado di dimostrare come i dati passino dalle registrazioni originali al rapporto sulle emissioni CBAM.

In definitiva, quindi, il CBAM non si limita a un obbligo di rendicontazione. Richiede un sistema solido di monitoraggio e raccolta delle evidenze documentali, in grado di superare una verifica indipendente.

Quanto sono preparati attualmente i produttori siderurgici extra-UE ad affrontare la verifica prevista dal CBAM? Si aspetta differenze significative tra i principali Paesi esportatori, come Turchia, Cina e India, e queste differenze potrebbero influire sulla loro competitività nel mercato europeo?

Il livello di preparazione varia, ma sarei prudente nell'attribuire queste differenze solo alla posizione geografica. Contano soprattutto l'importanza del mercato europeo per il singolo produttore, il grado di sviluppo dei suoi sistemi di monitoraggio delle emissioni e le risorse che ha destinato alla conformità al CBAM.

Nel settore siderurgico, la complessità della catena di approvvigionamento aggiunge un'ulteriore difficoltà. I produttori potrebbero aver bisogno di informazioni verificate sulle emissioni relative ai materiali precursori pertinenti. Di conseguenza, il loro livello di preparazione può dipendere anche dalla qualità e dalla disponibilità dei dati nelle fasi precedenti della filiera.

Queste differenze possono influire sulla competitività e i fornitori in grado di mettere a disposizione dati effettivi affidabili e verificati saranno in una posizione migliore per sostenere i propri clienti europei.

Le filiere siderurgiche sono spesso complesse e comprendono diversi processi produttivi, materie prime e, in alcuni casi, più impianti prima che il prodotto finale raggiunga l'UE. Quali sono le difficoltà più comuni che si riscontrano nel calcolo e nella verifica delle emissioni incorporate nei prodotti siderurgici?

Il settore siderurgico è particolarmente complesso perché le emissioni possono accumularsi nelle diverse fasi della catena del valore. È necessario considerare non soltanto le emissioni generate durante la produzione del prodotto finale soggetto al CBAM, ma anche quelle incorporate nei materiali precursori pertinenti.

Questo crea una dipendenza dai fornitori a monte della filiera, soprattutto quando i materiali precursori provengono da impianti diversi. Possono inoltre sorgere difficoltà nell'attribuzione delle emissioni quando uno stesso impianto produce più prodotti.

Ai fini della verifica, tutte queste informazioni devono essere tracciabili, dai dati originali fino al rapporto sulle emissioni.

Per le industrie ad alta intensità energetica, come quella siderurgica, coinvolgere con largo anticipo un verificatore accreditato è essenziale per evitare interruzioni dell'attività. Quali tempistiche dovrebbero seguire le aziende per avviare il processo di verifica e quali sono gli ostacoli amministrativi più comuni che rallentano l'accreditamento?

Le aziende che intendono dichiarare le emissioni effettive dovrebbero prepararsi alla verifica con largo anticipo. Prima che questa possa essere completata, devono disporre di un piano di monitoraggio conforme ai requisiti, aver effettuato i calcoli e raccolto una documentazione di supporto sufficiente.

Avviare il processo per tempo aiuta anche a ridurre il rischio di rallentamenti dovuti alla disponibilità limitata dei verificatori con l'avvicinarsi delle scadenze per la rendicontazione.

Per quanto ci riguarda, il processo di accreditamento è in una fase avanzata e le valutazioni sono già state effettuate. Tuttavia, il completamento dipende in ultima analisi dagli organismi nazionali di accreditamento competenti, quindi non sarebbe opportuno indicare una data precisa.

Per gli importatori europei esiste anche il rischio di affidarsi a dati sulle emissioni forniti dai produttori che potrebbero successivamente rivelarsi inesatti o non conformi. Quali strumenti di tutela sono disponibili in questi casi e quali verifiche preventive dovrebbero effettuare gli acquirenti prima di accettare i dati sulle emissioni dei fornitori?

Gli importatori non dovrebbero limitarsi ad accettare i dati sulle emissioni forniti dai produttori senza effettuare ulteriori controlli. Uno degli strumenti di tutela più efficaci è la pre-verifica, che consente di valutare in anticipo se la metodologia di monitoraggio, i calcoli, i dati e la documentazione di supporto del fornitore siano sufficientemente solidi per affrontare la verifica formale prevista dal CBAM.

Gli importatori possono integrare questa attività con clausole contrattuali adeguate, che disciplinino la fornitura di dati verificati e la ripartizione dei rischi finanziari legati al CBAM. Possono inoltre collaborare direttamente con i fornitori strategici per aiutarli a rafforzare i propri sistemi di monitoraggio e rendicontazione.

Esistono differenze significative nelle capacità di monitoraggio e rendicontazione delle emissioni tra i Paesi produttori di acciaio. In che modo il sistema CBAM può prevenire dichiarazioni inesatte o manipolazioni intenzionali dei dati sulle emissioni, soprattutto nei Paesi in cui i sistemi di monitoraggio sono meno sviluppati?

Individuo tre principali strumenti di tutela: la verifica accreditata, la supervisione degli organismi di accreditamento e i controlli normativi con le relative sanzioni.

La principale garanzia è rappresentata dalla verifica indipendente. I dati sulle emissioni effettive devono essere esaminati da un verificatore accreditato, che valuta anche la metodologia utilizzata, i dati originali, i controlli e la documentazione di supporto.

Il sistema di accreditamento offre un ulteriore livello di garanzia. Gli organismi di verifica devono dimostrare di possedere competenze tecniche adeguate e conoscenze specifiche del settore e sono a loro volta sottoposti alla supervisione degli organismi nazionali di accreditamento.

A questo si aggiungono i controlli a livello europeo, finalizzati a individuare possibili incongruenze nei dati dichiarati, insieme al regime sanzionatorio previsto dal CBAM.

Sebbene nessun sistema possa eliminare del tutto il rischio di manipolazione, la combinazione di verifica indipendente, supervisione degli accreditamenti e applicazione delle norme è concepita per rendere molto più difficile presentare dati inesatti senza che vengano individuati.

In che modo SGS verifica che i dati sulle emissioni dichiarati dai produttori siderurgici siano accurati e affidabili e come può individuare eventuali casi di manipolazione o frode?

SGS applica la metodologia di verifica stabilita dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2551 della Commissione, che definisce sia il processo di verifica sia i requisiti che gli organismi di verifica devono soddisfare per ottenere l'accreditamento.

In termini semplici, ricostruiamo il percorso delle informazioni dalle registrazioni originali dell'impianto fino al rapporto finale sulle emissioni, verificando che i dati, i calcoli e la documentazione di supporto siano coerenti e che l'intero processo rispetti i requisiti applicabili per il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni incorporate nelle merci, stabiliti dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2547 della Commissione.

SGS valuta la metodologia applicata, le fonti dei dati, i fattori di emissione, i criteri di attribuzione e, ove applicabile, i bilanci di massa ed energia. Effettua inoltre controlli incrociati e verifiche a campione per individuare incongruenze, omissioni o scostamenti rispetto alla documentazione disponibile.

Se vengono riscontrate discrepanze, richiediamo chiarimenti e ulteriori prove documentali e, quando necessario, estendiamo le verifiche, anche aumentando le dimensioni del campione, per valutare la natura del problema e il suo potenziale impatto.

Sebbene la verifica non possa eliminare del tutto il rischio di frode, riduce in misura significativa la possibilità che vengano accettati dati inesatti o non sufficientemente documentati.

Nel lungo periodo, ritiene che il CBAM cambierà il modo in cui i produttori siderurgici competono sul mercato europeo, soprattutto in termini di prestazioni ambientali e accesso agli acquirenti dell'UE?

Mi aspetto che il CBAM modifichi le dinamiche competitive, probabilmente in diversi modi e nel medio-lungo periodo. Alcuni produttori fortemente esposti al mercato europeo potrebbero investire nella riduzione dell'intensità delle proprie emissioni e nella capacità di fornire dati affidabili e verificati. Altri potrebbero invece ritenere che i costi aggiuntivi del carbonio e gli obblighi di conformità rendano più interessanti mercati alternativi.

Allo stesso tempo, il CBAM, insieme al più ampio quadro delle politiche commerciali europee per l'acciaio, potrebbe rafforzare la posizione relativa della produzione europea. Il risultato, quindi, potrebbe non limitarsi a una maggiore concorrenza tra fornitori esteri ad alta e bassa intensità di carbonio. Potremmo assistere anche a cambiamenti nelle strategie di approvvigionamento, nei flussi commerciali e nell'equilibrio tra produzione europea e importazioni.

Per maggiori informazioni sui servizi CBAM di SGS: sgs.com/cbam

Chi è Jerónimo Casas

Global Product Manager – Climate Change & Sustainability Solutions, SGS

Jerónimo Casas dirige lo sviluppo globale dei servizi di SGS dedicati al cambiamento climatico e alla sostenibilità, supportando le aziende nella verifica delle emissioni di gas serra, nella rendicontazione obbligatoria delle emissioni – anche nell'ambito di EU ETS, CORSIA e CBAM – nel calcolo dell'impronta di carbonio dei prodotti e nelle valutazioni del ciclo di vita. Vanta 25 anni di esperienza nei servizi ambientali in numerosi settori industriali.

Contatto: Jeronimo.casas@sgs.com

È tutto pronto per il CBAM?

SGS supporta importatori, produttori e operatori della filiera nell'adeguamento ai requisiti del CBAM, offrendo servizi di monitoraggio e rendicontazione delle emissioni, pre-verifica e verifica indipendente.

Per maggiori informazioni sui servizi CBAM di SGS, visitate il sito sgs.com/cbam oppure contattate gli esperti di SGS all'indirizzo industries.environment@sgs.com.

DemetKazdal
Demet Kazdal
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Dopo essermi laureata all’Università del Bosforo in Lingua e Letteratura Inglese ho trascorso gli ultimi 15 anni sviluppando una profonda esperienza nel settore dell’acciaio. In SteelOrbis ricopro il ruolo di Head of Content Department. Scrivo e curo notizie e report completi sui mercati dell’acciaio, con focus sul mercato turco e sulle dinamiche del mercato globale.

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