Il presidente di EUROMETAL, Alexander Julius, ha parlato recentemente con SteelOrbis, tracciando un bilancio del 2025 e delineando le aspettative per il 2026.
Bilancio 2025
Il 2025 è stato un anno impegnativo ma significativo per la distribuzione siderurgica europea e per l’industria downstream. È stato caratterizzato dal perdurare della sovracapacità globale, da una forte pressione sui prezzi, da una domanda debole nei principali settori utilizzatori e da un quadro regolatorio in Europa sempre più complesso. Allo stesso tempo, l’anno ha confermato l’importanza strategica della distribuzione dell’acciaio come elemento di stabilizzazione e collegamento lungo la catena del valore.
Per EUROMETAL, il 2025 è stato un anno di consolidamento e di progressi. Nonostante risorse limitate, abbiamo rafforzato in modo significativo la nostra presenza e credibilità a Bruxelles, ottenendo accesso diretto ai principali decisori, ampliando attività e gruppi di lavoro e continuando a far crescere la base associativa. Un segnale che la voce dei distributori e degli utilizzatori downstream non solo è necessaria, ma viene sempre più riconosciuta a livello europeo.
Uno dei principali ambiti d’azione di EUROMETAL nel 2025 è stato il tema crescente dei derivati dell’acciaio. Abbiamo lavorato per sensibilizzare le istituzioni UE sul danno arrecato alla manifattura europea dall’aumento delle importazioni di prodotti downstream ad alta intensità di acciaio che non sono soggetti alle stesse misure di difesa commerciale e alle misure legate al carbonio applicate all’acciaio primario. Queste importazioni compromettono la competitività della produzione europea, alterano gli equilibri del mercato interno e riducono l’efficacia delle misure di salvaguardia esistenti e del CBAM. Affrontare tale squilibrio è diventato una priorità strategica per proteggere le catene del valore industriali europee e l’occupazione.
Aspettative per il 2026
Guardando al 2026, le sfide resteranno rilevanti. La sovracapacità globale, l’incertezza geopolitica e l’implementazione di politiche UE di primo piano – come CBAM, misure di salvaguardia e regolamentazioni legate al clima – continueranno a influenzare le condizioni di mercato e la competitività.
La nostra aspettativa per il 2026, quindi, non è quella di un allentamento della pressione, bensì di un impegno ancora più intenso. EUROMETAL rafforzerà ulteriormente la cooperazione tra le federazioni nazionali, approfondirà il dialogo con le istituzioni UE e manterrà una presenza costante nei luoghi in cui si prendono le decisioni che incidono sul nostro settore. Garantire che la regolamentazione sia realistica, proporzionata e applicabile per la distribuzione e per le industrie downstream sarà una priorità centrale.
Al tempo stesso, il 2026 deve essere anche l’anno in cui l’Europa affronta seriamente il tema della competitività industriale. Senza un settore downstream dell’acciaio forte, resiliente ed economicamente sostenibile, sarà difficile raggiungere le più ampie ambizioni industriali e climatiche del continente.