Minerale di ferro, conseguenze dei limiti alla produzione sui prezzi import in Cina

martedì, 17 luglio 2018 11:02:30 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Dopo il trend altalenante registrato nel corso della scorsa settimana, i prezzi del minerale australiano con un contenuto di ferro pari al 62% sono aumentati di 0,1 dollari ieri 16 luglio rispetto ai valori con cui si è chiusa la scorsa settimana, aprendo la settimana corrente a quota 63,40-64,50 $/t CFR Cina. Nonostante la diminuzione delle scorte di minerale registrata in Cina nella settimana terminata il 6 luglio, esse sono tornate ad aumentare nel corso della settimana terminata il 13 luglio, raggiungendo 153,5 milioni di tonnellate.

Secondo quanto riportato dai media nel corso della scorsa settimana, le acciaierie nel centro della regione di Tangshan dovranno ridurre la produzione degli altiforni del 50% e di altri impianti del 30%, mentre gli impianti di sinterizzazione e i forni a tino vedranno la loro produzione ridotta del 50%, a causa della politica ambientale adottata dalle autorità regionali nel prossimo periodo. Le autorità di Tangshan non hanno ancora pubblicato un comunicato ufficiale, precisano tuttavia alcuni rappresentati delle acciaierie. Ad ogni modo, le voci riguardanti le suddette misure hanno spinto il mercato cinese dei future dell'acciaio verso l'alto nel periodo indicato.

All'inizio della scorsa settimana, il governo cinese ha dichiarato che entro la fine dell'anno le principali acciaierie dovranno equipaggiarsi di sistemi per il monitoraggio delle emissioni in tempo reale, al fine di controllare l'inquinamento atmosferico del paese. Inoltre, il governo cinese ha istituito un nuovo gruppo dirigente a livello interministeriale, presieduto dal vicepremier Han Zheng, per aiutare l'elaborazione dei piani per affrontare l'inquinamento dell'aria nella regione di Pechino-Tianjin-Hebei.

Mentre il governo cinese ha annunciato nuovi tagli alla produzione per combattere l'inquinamento, le acciaierie che soddisfano i requisiti ambientali potranno riprendere la produzione ed effettuare ordini di minerale di ferro per rifornire le loro scorte. Fonti di mercato sostengono che almeno due produttori nella regione di Xuzhou siano pronti a riprendere la produzione. La scorsa settimana questi sviluppi hanno continuato a fornire supporto ai prezzi globali delle materie prime, mentre la guerra commerciale in atto tra Cina e USA ha esercitato un'ulteriore pressione sui prezzi del minerale, sia nel mercato spot che in quello dei future. Di conseguenza, i prezzi del minerale di ferro hanno subito oscillazioni negli ultimi sette giorni, chiudendo la settimana con un calo dello 0,24% rispetto al 6 luglio.

Secondo Bloomberg, la domanda di minerale di alta qualità potrebbe aumentare in Cina proprio a causa dei tagli alla produzione, mentre i prezzi potrebbero raggiungere i 100 $/t nel prossimo periodo. Ultimamente, il divario tra i prezzi del minerale con un tenore di ferro pari al 62% e quelli del minerale con un contenuto del 65% ha quasi raggiunto i 30 $/t.

Il governo municipale di Tangshan ha recentemente imposto nuove misure di emergenza che saranno effettive dal 13 al 18 luglio e che riguardano gli impianti di sinterizzazione e i forni a tino, con l'obiettivo di contrastare le emissioni e ridurre l'inquinamento. Inoltre, si prevede che la domanda di acciaio in Cina si indebolirà a causa delle forti piogge e dell'allerta alluvioni nel paese, e che essa avrà un impatto negativo sui prezzi delle materie prime. Di conseguenza, si prevede che nel prossimo periodo i prezzi globali del minerale di ferro continueranno a subire oscillazioni.


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