Ghisa: gli esportatori russi continuano ad abbassare i prezzi

mercoledì, 18 maggio 2022 17:54:37 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Isolati dai loro mercati tradizionali a causa delle sanzioni imposte dall'Occidente, i produttori russi di ghisa d'affinazione (BPI) sono rimasti molto aggressivi nelle loro offerte durante la ricerca di clienti. A seguito di una vendita chiusa in Cina la scorsa settimana da parte di Severstal a 560 $/t CFR, i fornitori russi hanno ridotto le loro offerte verso il paese a 530-535 $/t CFR. Nel frattempo, la ghisa prodotta dalla russa Ural Steel, che si diceva fosse stata offerta in precedenza all'Italia a 700 $/t CFR, è ora disponibile al prezzo di 620 $/t CFR. «Sembrano non essere soggetti a sanzioni, dal momento che il loro stabilimento appartiene a Zagorsk Pipe Plant (ZTZ) – ha affermato un trader –. Tuttavia, non sono in tanti a voler fare affari con loro». Sembra che nel caso delle offerte dalla Russia verso l'Europa sia maggiormente diffuso un prezzo di 650 $/t CFR. 

Questa settimana è emerso il rumor di un acquisto di ghisa prodotta dallo stabilimento metallurgico di Donetsk, che si trova nel territorio temporaneamente occupato dalla Russia. Tuttavia, non si hanno conferme in merito nel momento in cui si scrive. Si dice che il materiale sia stato prenotato per la spedizione in Turchia al prezzo di 500 $/t CFR. «È plausibile – ha commentato una fonte –. La scorsa settimana erano pronti a vendere a 500 $/t FOB». Tuttavia, alcuni trader dubitano che il fornitore abbia concesso un prezzo così basso. Inoltre, il produttore russo NLMK avrebbe venduto un carico di BPI, sempre alla Turchia, a 520 $/t CFR, prezzo in calo di 20 $/t rispetto ai livelli inizialmente previsti nelle offerte verso il paese. «La Turchia è quasi l'unico mercato ad acquistare volumi dalla Russia, quindi è in grado di esercitare pressioni quanto vuole», ha affermato un altro trader internazionale.

Altri fornitori globali di BPI hanno continuato a cercare di impedire ulteriori discese di prezzo. Tuttavia, sono sempre più in difficoltà, a causa della disponibilità di offerte a basso prezzo dalla Russia e, in generale, della crescente tendenza al ribasso nel mercato globale dell'acciaio.


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