Cina: nessuna ripresa dell'import di ghisa e rottame nel breve periodo

giovedì, 11 novembre 2021 13:47:47 (GMT+3)   |   Istanbul
       

Da settembre, le continue restrizioni alla produzione in Cina e le limitazioni all'approvvigionamento di energia elettrica stanno avendo un impatto significativo sul mercato locale dei metalli. In particolare, stanno esercitando una pressione negativa sulle attività di acquisto. La produzione cinese di acciaio grezzo a settembre è scesa al livello più basso da dicembre 2017: 73,75 milioni di tonnellate, in calo dell'11,4% su base mensile e del 21,2% su base annua, secondo il National Bureau of Statistics (NBS). Fino a quando resteranno in vigore le restrizioni alla produzione, le importazioni di rottame e ghisa in Cina rimarranno scarse, nonostante questi materiali siano a bassa impronta di carbonio. Anche alcuni altri fattori hanno disincentivato le importazioni di ghisa e rottame in Cina: in primis il rialzo delle offerte dei fornitori, derivante dallo squilibrio tra domanda e offerta a livello globale, ma anche l'esplosione delle tariffe di trasporto. 

È probabile che la discrepanza tra le offerte dei fornitori globali di ghisa e le richieste dei compratori cinesi continui ad avere un impatto negativo sugli scambi. Dopo il forte calo dei prezzi dei futures in Cina nella seconda metà di ottobre, la situazione è ulteriormente peggiorata. Mentre sul mercato interno i prezzi della ghisa sono ammontati a 4.350 RMB/t franco produttore (circa 601 $/t Iva escl.), i clienti cinesi hanno cercato di pagare materiale di importazione a prezzi non più alti di 560-570 $/ton CFR. Alcuni buyer addirittura hanno iniziato a chiedere prezzi tra i 525 e i 540 $/t CFR. «Non credo che ci sia alcuna speranza per la ghisa, con un mercato di importazione cinese che è stato completamente affossato di recente», ha commentato un importante trader asiatico. I fornitori internazionali stanno alzando le proprie offerte, tuttavia sembra impossibile che possano riuscire ad ottenere prezzi più alti dai clienti cinesi. Il prezzo al quale sono state chiuse le ultime transazioni tra paesi CIS e Turchia/Italia è stato di 530 $/t FOB Mar Nero. Recentemente, i fornitori hanno iniziato ad offrire materiale a 600-605 $/t FOB Mar Nero.
Allo stesso tempo i fornitori brasiliani sono sul mercato con offerte a 510-515 $/t FOB con spedizione a gennaio. Tenendo conto sia di un tasso di nolo di circa 70 $/t sia dei lunghi tempi di consegna, questi prezzi sono inaccettabili per i clienti cinesi. 

Una situazione simile si rileva nel mercato del rottame, dove i fornitori chiave (in particolare quelli giapponesi) stanno proponendo prezzi troppo elevati per i compratori cinesi. I fornitori giapponesi hanno continuato ad aumentare i prezzi sulla base della forte domanda e degli elevati prezzi interni e sembra difficile che possano decidere di scendere a compromessi con i clienti cinesi prima della fine dell'anno. 
Nel quarto trimestre si prevede che la produzione giapponese di acciaio grezzo crescerà del 9,65 e dello 0,8% su base trimestrale, raggiungendo 24,11 milioni di tonnellate. Il rottame giapponese è offerto generalmente a prezzi più alti di 600 $/t CFR Cina, pertanto le acciaierie cinesi preferiscono rifornirsi sul mercato domestico. I prezzi dell'HMS in Cina ammontano in media a 3.821 RMB/t franco magazzino, vale a dire circa 524 $/t al netto dell'Iva. Secondo gli ultimi dati, a settembre la Cina ha importato solamente 20.519 tonnellate di rottami ferrosi, ossia il 49,4% in meno rispetto ad agosto. 


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