Coils a caldo, sotto pressione le offerte dall'India

martedì, 23 novembre 2021 16:33:18 (GMT+3)   |   Calcutta
       

Le offerte aggressive dalla Cina nella regione asiatica hanno messo sotto pressione i prezzi dei coils laminati a caldo (HRC) provenienti dall'India. Poiché gli esportatori indiani non riescono ad essere competitivi in Asia, al momento si stanno focalizzando su piccole vendite nei mercati del Golfo Persico e dell'Africa. 

Le offerte dall'India si attestano a 820-830 $/t FOB, risultando stabili rispetto a una settimana fa nonostante il range di prezzo si sia ristretto. Le acciaierie di grosse dimensioni puntano a vendere a prezzi non più bassi di 830-835 $/t FOB, inferiori a quelli rilevati a inizio novembre ma comunque troppo elevati per la maggior parte dei compratori. 

«A meno che le acciaierie non debbano fare i conti con un forte incremento delle scorte, non hanno intenzione di chiudere vendite all'export ai prezzi attuali. Questo perché i profitti, perfino nell'attuale fase correttiva, superano i 900 $/t franco produttore», ha affermato una fonte presso un'acciaieria. La stessa fonte ha affermato che i mercati del Golfo e dell'Africa, pur non permettendo vendite di grossi volumi, sono preferibili all'ipotesi di concedere forti sconti in Asia: «Questo è un buon momento per sviluppare i mercati alternativi, visto che la domanda sul mercato domestico è ancora forte e le scorte sono su livelli adeguati».

Secondo quanto appreso da SteelOrbis, un'acciaieria integrata indiana ha venduto circa 20.000 tonnellate di HRC negli Emirati Arabi a un prezzo di circa 830 $/t FOB. 
Lo stesso fornitore ha venduto circa 15.000 tonnellate a un compratore nigeriano al prezzo di 810 $/t FOB circa. La maggior parte delle acciaierie indiane tuttavia non è disposta a vendere materiale allo stesso livello di prezzo.

Un trader con sede a Mumbai ha affermato che «il sentiment dei compratori vietnamiti è attualmente negativo. Il calo della domanda sta riducendo sempre di più il livello dei prezzi accettabili per le spedizioni di gennaio/febbraio. Al tempo stesso, il protrarsi di questa fase discendente sta spingendo i compratori a rimandare gli ordini in attesa di ulteriori cali di prezzo».

La stessa fonte ha affermato che «per i trader e i produttori locali qualsiasi scambio al di sotto degli 800 $/t è infattibile» e che «le richieste dei compratori vengono rifiutate».


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