Il produttore siderurgico austriaco Voestalpine ridurrà la forza lavoro e diminuirà le attività operative in due dei suoi stabilimenti in Austria, attribuendo la decisione alle pressioni derivanti dai dazi statunitensi sulle importazioni, alla debole domanda nel settore automotive e al crescente aumento dei costi energetici e del lavoro. Lo ha riportato Reuters, citando una dichiarazione del CEO Herbert Eibensteiner.
Secondo quanto riferito, saranno coinvolti circa 280 lavoratori a tempo pieno e 60 lavoratori temporanei negli impianti di Kindberg e Mürzzuschlag, situati nella provincia della Stiria. La misura rientra in un programma di ristrutturazione finalizzato a contrastare le difficoltà di mercato che hanno gravato in modo significativo sulle performance del gruppo. Presso l’impianto di Kindberg, la produzione passerà da tre turni a due turni a partire da gennaio 2026, a seguito di un calo dei volumi di ordini, poiché questo sito è stato particolarmente penalizzato dai dazi statunitensi sull’acciaio, che hanno ridotto la competitività delle esportazioni verso il mercato americano.
Parallelamente, l’azienda ha pubblicato i risultati finanziari relativi al primo semestre chiuso il 30 settembre dell’esercizio 2025-2026. Il gruppo ha registrato un utile netto di 199 milioni di euro nel primo semestre, in aumento dell’8,6% su base annua. Nello stesso periodo, i ricavi si sono attestati a 7,6 miliardi di euro, in calo del 5%, mentre l’EBITDA ha raggiunto 722 milioni di euro, con un incremento dello 0,5% anno su anno.
Voestalpine prevede che l’EBITDA dell’intero esercizio 2025-2026 sarà compreso tra 1,4 e 1,55 miliardi di euro. L’azienda ha dichiarato di aspettarsi i primi effetti positivi delle misure di ristrutturazione entro la fine dell’esercizio finanziario, pur riconoscendo che un miglioramento economico nel breve termine appare improbabile. Con volumi produttivi ancora sotto pressione, l’obiettivo di Voestalpine è allineare la capacità alle persistenti difficoltà del mercato.